BUONA ESTATE

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ANCHE PER QUEST’ANNO L’AVVICINARSI DELLA FESTA DI S.IGANZIO DI LOYOLA  SEGNA L’INIZIO DELLA PAUSA ESTIVA DI “GET UP AND WALK“…

BUONA ESTATE A TUTTI E ARRIVIDERCIA A SETTEMBRE CON LA RIPRESA – CHE SPERIAMO DI MIGLIORARE SEMPRE PIU’ – DI QUESTO NOSTRO PICCOLO AIUTO ALLA VOSTRA RICERCA QUOTIAIDANA DEL SIGNORE DELLA VITA

27/10 #enigmi

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Gli enigmi di Dio sono più soddisfacenti delle soluzioni dell’uomo. [G.K. Chesterton]

Mt 13,10-17
In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?».
Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!».
La preghiera del Cristiano ha un solo scopo: diventare uditore – testimone della Parola di Dio! È uno spogliarsi per centrarsi in un Amore che è fatto di gesti, di azioni, di corpo e di parole. È un Amore concreto e quindi  non è mai immediato, ma è fatto di ripetizioni, di attese, di entusiasmi e paure. Non è immediato vivere l’amore di Dio in un mondo che sembra fatto di una logica diversa, e che fa apparire l’amore di Dio enigmatico, appunto: mai immediato! Maper chi continua  a pregare, ascoltando la Parola di Dio, il linguaggio di Gesù diventa familiare.È ciò che vivevano i discepoli, che stando con Gesù acquisirono una famigliarità con Lui. È ciò che è donato a noi per opera dello Spirito Santo.
La realtà da enigmatica, da questione difficile da porsi, diventa possibilità di conversione:nella preghiera quotidiana la Parola diventa parabola e invita a convertire i nostri cuori, perché attirati dalle Parole di Dio!In questo cammino di conversionescopriamo la nostra Beatitudine più grande: riuscire a vedere ed ascoltarel’amore di Dio, o come direbbe Ignazio di Loyola: acontemplare Dio in ogni creatura. Lo stare, il perseverare, il ripetere azioni, gesti, parole di preghiera e di lode rivolti a Dio ci rende Beati, perché figli amanti concretamente di Dio.

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Nell’itinerario di un seme… Gli itinerari della vita

“Attraverso le parabole Gesù illustra l’enigma della storia sua e nostra in tutto il suo scandalo” [Silvano Fausti sj]

 

Mt 13,1-9
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

Il regno non ha uno sviluppo omogeneo e trionfale. Entra nel mondo così com’è, si incontra e scontra con il male e le resistenze; il mondo stesso entra di nascosto nel regno, che sembra fallire. Eppure – questa è la sorpresa! -, l’esito positivo è sicuro. Solo Dio è Dio, e alla fine vince, e vince divinamente.
La parola di Dio, viva ed eterna, è seme immortale, che ci genera a sua immagine. Gesù l’ha annunciata e portata. Ma il cuore dell’uomo, come terra infeconda, non l’accoglie. Gesù risponde a questa tentazione gettando “il seme della parola del regno” con la certezza del contadino, che ne conosce la forza vitale: sa che la morte non lo distrugge, ma anzi ne attiva la potenzialità. Che il seme non attecchisca, che se attecchisce non cresca, che se cresce sia soffocato, è la condizione normale di ogni semina, che poi sarà fruttuosa. Il seme, ora sacrificato, garantisce la vita per il futuro.

In situazione di crisi, invece di cambiare tattica o ripiegare nella lamentela, Gesù esprime la propria fiducia. Le difficoltà purificano nel Figlio la fede, la speranza e la passione per il Padre. [Silvano Fausti sj]

25/07 #cuoreambiguo

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Il cuore ambiguo dei discepoli di cui il Signore si prende cura

“E’ difficile credere che un uomo dica la verità quando sai bene che al suo posto tu mentiresti.” [H. L. Mencken]

Mt 20,20-28
In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa.Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno».Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
La figura dell’apostolo Giacomo emerge nel confronto tra due glorie: quella del Figlio dell’uomo e quella degli uomini. La prima sta nel consegnarsi, servire e dare la vita; la seconda sta nel possedere, asservire e dare la morte. È una lotta tra l’egoismo e l’amore, dove l’amore vince con la propria sconfitta, e l’egoismo perde con la propria vittoria.
L’uomo è desiderio di riconoscimento: è come è visto. Ma, ignorando come Dio lo ama, difetta di quel riconoscimento assoluto di cui è fame assoluta. Per questo cerca costantemente di essere visto dagli uomini, e riduce la propria esistenza a puro apparire, a idolatria (“culto dell’immagine”).
 Il discepolo cresce nel suo rapporto con il maestro anche affrontando degli equivoci. Ciò che la madre dei figli di Zebedeo vuole da Gesù è la vana-gloria, che pure gli altri dieci desiderano. Tutti i Dodici devono riconoscere le ambiguità presenti nel loro cuore e solo così verranno alla luce del Volto, ritrovando la salvezza del proprio volto. Saranno illuminati: nasceranno come uomini liberi, figli del Padre e fratelli degli altri.

24/07 #presenzadiDio

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PRESENZA di DIO: riconoscere le sue tracce nelle 24 ore

 

“Non disperarti, pensando di non poter cambiare te stesso dopo tanti anni. Entra semplicemente come sei alla presenza di Gesù. Tu non puoi renderti diverso. Gesù viene a darti un cuore nuovo, uno spirito nuovo, una nuova mente e un nuovo corpo. Lasciati trasformare dal suo Amore solo così sarai capace di ricevere il suo affetto nell’interezza del tuo essere.” [H. Nouwen]

 

Mt 12,38-42
Allora alcuni scribi e farisei gli dissero: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!

 

Siamo alla continua ricerca di segni della presenza di Dio, di conferme, di miracoli! 
Ma abbiamo già tutto: l’immagine di Dio per eccellenza, cioè Gesù; il miracolo più incredibile, cioè il Signore che si presenta in mezzo a noi in un pane spezzato!
Quindi è Dio che rimane in silenzio o siamo noi che non ascoltiamo, che percepiamo da lontano ma che non ci coinvolgiamo in tutto quello che già il Signore ci ha regalato e ci regala ogni giorno.
Il Signore è presente nella nostra vita come colui che ama: compagno di viaggio che indica ma non stabilisce la tua strada … possiamo scegliere di seguire la sua direzione…

Non sbrigarti! La carezza da dare a chi deve decidere

rigantur mentes

Meditazione sul Vangelo

della XVI domenica del T.O. Anno A

23 luglio 2017

Mt 13,24-43

Sono inquieto, ma in Te c’è la pace;

c’è amarezza in me, in Te pazienza.

Bonhoeffer

Lucy è uno dei personaggi di Charlie Brown. È la ragazzina a cui piace fare lo psicologo dietro il chiosco della limonata. Quello diventa il luogo dove Charlie Brown e i suoi amici vorrebbero essere ascoltati, ma dove trovano solo risposte scontate e inutili. C’è un po’ di Lucy in tutti noi, soprattutto in noi preti, quando pretendiamo di dare alle persone soluzioni veloci alle loro domande. Quando qualcuno ci parla, spesso non stiamo neppure ad ascoltarlo veramente, ma dentro di noi stiamo già pensando alla risposta da elargire generosamente. Lucy ha almeno la coerenza di farsi pagare cinque cents!

psych-supp-peanuts1Chi si rivolge a noi spesso ha bisogno di essere ascoltato, ma soprattutto di ascoltarsi, cioè di…

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21/07 #tempo

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TEMPO: lo spazio in cui amare l’altro, lo spazio in cui gustare la gioia della vita

“Amare significa anche avere tempo. Chi ama, non tiene il proprio tempo solamente per sé; nel suo tempo si inserisce l’altro. Chi ama ha, per così dire, un’agenda, uno scadenziario particolare. Vuole avere più tempo possibile per l’altro.”  [Klaus Hemmerle]

Mt 12,1-8

In quel tempo Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrifici, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

C’è un fermarsi nelle nostra vita che servea porre il primato su qualcos’altro. In particolare su Dio. 
Questo è ilsenso del riposo per gli ebrei del sabato e per i cristiani della domenica. 
Il riposo non è finalizzato a se stesso maci aiuta a riordinare la nostra vita, le nostre priorità: Dio e gli altri. 
A partireda lì ha senso ogni precetto, ogni legge. 
Diamociun giusto riposo:tempo per Dio, per le amicizie vere, per la lettura calma di un buon libro, tempo di un bel gioco tra amici.Tempo della bellezza della nostra vita. Così , come dicono alcuni,viviamo la messa 24 ore su 24.
Buon tempo!