GET UP and WALK 31/05 CANTARE LA vita: mostrare se stessi o riconoscersi figli e fratelli?

VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
di P. Federico Pelicon, gesuita
Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio.  Francesco
 
Lc 1, 39-56
In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.  Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.  Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse:  «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
 
 
Elisabetta appena dichiara »Beata« Maria,  la fa scoppiare in un inno di lode: “L’anima mia magnifica il Signore…”. Sembra di vederla con le mani tese verso l’alto; guarda il cielo e scruta le profondità di Dio, e il suo canto si fa rivelazione di Dio per noi. Maria, cantando, ci parla di Dio,  ci educa al senso di Dio e si fa nostra voce nel lodare Dio.
Il Magnificat è un canto composto da quindici frasiundici hanno un verbo che ha come soggetto Dio e subito appare chi è Dio per Maria e insegna chi è Dio per noi: è il Signore, l’Onnipotente, il Santo, il Misericordioso, Colui che è fedele, il Salvatore. Sono tutte definizioni che ci fanno sentire Dio presente nella nostra storia. E’ il Dio della storia nella quale camminiamo o da altezzosi, stravolgendola, o come Maria umili, leggendone i segni della presenza misericordiosa di Dio. L’umiltà del Magnificat ci mette a servizio.
Qual è il mio canto del Magnificat?
 
Buona giornata!

GET UP and WALK 30/05 VENIR PARTORITI: uscire da uno spazio angusto per una nuova vita

di P. Federico Pelicon, gesuita
 
“Il buon Dio non ha scritto che noi fossimo il miele della terra, ragazzo mio, ma il sale. Il sale, su una pelle a vivo, è una cosa che brucia. Ma le impedisce anche di marcire”.  Georges Bernanos
 
Gv 16, 20-23
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».
 
La fede genera gioia. La gioia è consapevolezza di ciò a cui siamo chiamati, a Gesù risorto. Egli ci genera a vita nuova e inattesa così come una madre mette alla luce un figlio.
Il bambino uscendo dall’utero materno inizia a respirare vivendo la novità della vita, fuori dall’angusto spazio del grembo. Così noi nella vita di fede, finchè non incontriamo Dio, pensiamo che il nostro piccolo mondo di relazioni uterine sia di fatto l’intero universo .
Questo parto alla fede, però, avviene in un contesto di fatica e talvolta di sofferenza. Questa ci fa paura. Non spaventiamoci allora se a volte il nostro è un percorso faticoso, irto di dubbi e di incertezze: è l’unico modo che abbiamo per poter nascere alla nuova dimensione di figli di Dio.
Il parto è doloroso, ma apre alla vita.
 
Buona giornata

GET UP and WALK 29/05 LASCIARMI CAMBIARE: accogliere da LUI il Suo perdono

di P. Federico Pelicon, gesuita
 
L’odio lasci il posto all’amore, la menzogna alla verità, la vendetta al perdono, la tristezza alla gioia. Papa Francesco
 
Gv 16, 16-20
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire». Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».
 
I discepoli non comprendono ancora. Gesù parla del momento in cui darà la vita per i propri amici, liberandoli interiormente dalla schiavitù di se stessi e spalancando su di loro l’amore del Padre.
Con la sua morte lascia nella tristezza molti, non solo per il fatto che non è più in vita agli occhi di chi lo ha seguito, ma anche per aver messo in luce  l’incapacità di amarlo come Lui ama.
Questa consapevolezza ha generato pianto in Pietro che gusta il perdono dopo aver rinnegato il Signore.
E’ la stessa consapevolezza che lo Spirito  genera in noi quando riconosciamo, versando anche lacrime,  la nostra incapacità di amare e gustiamo la misericordia di Dio che  perdona infinitamente.
Avviene che la nostra tristezza cambia in gioia, mentre il mondo sorride a tutto questo.
 
Buona giornata!

GET UP and WALK 28/05 ACCOMPAGNATI: per crescere lasciati guidare dall’Amore

di P. Federico Pelicon, gesuita
 
Le cadute dei principianti derivano, quasi sempre, a causa dell’avidità.
In coloro che si trovano a metà del cammino, derivano anche da una necessità di stima  di sè….
In coloro che  si avvivicinano alla perfezione, vengono unicamente dal fatto di giudicare il prossimo. Giovanni Climaco
 
Gv 16, 12-15
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
 
Un bambino ha bisogno di crescere per capire sempre di più la vita: questo è normale, evidentemente. Ma la vita dello spirito ha pure in noi  una sua infanzia e una sua crescita dal momento in cui incontriamo personalmente Cristo. E’ assieme al Signore che gli occhi interiori si schiudono e attraverso cui  comprendiamo sempre più  interiormente il tutto della vita.
Comprendere il di più ci è dato dalla sua grazia , e non la possiamo ricevere soli ma sempre nella  comunità dei credenti, la Chiesa, che resa capace di leggere i segni dei tempi, gli eventi presenti e futuri, diventa profetica.
E’ lo Spirito Santo che ci  rende simili a Dio ed è lo Spirito a glorificare Cristo e a renderci partecipi di ciò che è allo stesso tempo del Padre e del Figlio: la misericordia. Più si ama e più si comprende. L’amore però appartiene agli ultimi.
 
Buona giornata!

GET UP and WALK 27/05 INEBRIARMI: la gioia di che Dio dà riempie tutto noi stessi

di P. Federico Pelicon, gesuita
 
“Fatemi entrare nella casa del vino”(Ct 2,4)Perché ne resto fuori per tanto tempo? Origene
 
Gv 16, 5-11
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».
 
Un lutto significativo ci lascia in solitudine e tristezza . La persona amata non c’è più, specie se la morte è improvvisa. Questo ci può far comprendere la tristezza dei discepoli nel sentire Gesù annunciare il proprio ritorno al Padre. Stavano in silenzio, nessuno gli chiedeva: »Dove vai?« Egli alludeva già, dopo la propria Pasqua, allo Spirito.
Con il distacco fisico di Gesù verrà donata la presenza dello Spirito Santo.
In primo luogo questi renderà accessibile alla nostra conoscenza che il peccato è l’annebbiamento della verità di Dio-Amore nei confronti dell’uomo.
In secondo luogo renderà giustizia riportandoci al cospetto del  Creatore rivelandocelo come Padre e trovando dimora in Lui.
In terzo luogo, che il male è stato vinto nella Pasqua di Cristo.
Questa conoscenza porta alla gioia vera, piena del vino dello Spirito Santo, come dice Origene. In fondo si tratta della gioia inebriante di noi che salvati  riconosciamo di essere peccatori .
 
Buona giornata!

GET UP and WALK 26/05 CRISALIDI: per diventare farfalle capaci di volare …

di P. Federico Pelicon, gesuita
 
“Tutti avevamo come nutrimento un profumo ineffabile che ci saziava” Passione di Perpetua e Felicita
 
Gv 15,26-16,4
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».
 
Una madre sudanese incinta che non rinnega di esser cristiana: rischia la morte. Giovani siriani crocefissi: rei di essere cristiani. Oltre 100 mila i cristiani uccisi per la loro fede ogni anno: uno ogni 5 minuti circa. Intolleranza religiosa meno cruenta, in Occidente, ma tendente a discriminare.
Gesù non ha percorso una via facile. Ha percorso quella più impegnativa e liberante. Libera anche nella paura della morte. Vinta nell’Amore pasquale del Padre nei confronti di suo Figlio e viceversa. Quest’amore ci è stato promesso a Pentecoste perché ci schiudessimo come crisalidi nascendo in farfalle capaci di librarci nell’aerospazio della vita sempre più liberamente. E ciò senza scandalizzarci di chi volontariamente o involontariamente ci ostacola, desiderando per noi la morte nell’animo o nel fisico.
E io sono farfalla, crisalide o addirittura bruco?
 
Buona giornata!

GET UP and WALK 24/05 LA VERIFICA dell’AMORE: quando l’amore diventa carità operosa …

di P. Claudio Rajola, gesuita

La carità e la giustizia non sono solo azioni sociali ma sono azioni spirituali realizzate nella luce dello Spirito Santo (Benedetto XVI)

Gv 15,18-21

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».
 
Quando compiamo una chiara scelta di vita allora incontriamo anche difficoltà, opposizioni, contrasti. Chi decide fermamente di seguire Cristo nella sua vita, facendo suoi i criteri del Vangelo, si trova gettato fuori, considerato un estraneo e nemico.
La vita di chi sceglie il Vangelo diviene una continua accusa alle opere perverse del mondo e un rimprovero eloquente per chi si allontana dal VangeloIl «mondo» è piuttosto un modo di pensare e di agire fondato sull’egoismo e sulla paura. Si impone a tutti, quasi un canovaccio nel quale ognuno è costretto dalle circostanze a recitare la sua parte. Chi cerca la verità, la libertà e l’amore è rifiutato. Quando incontriamo queste opposizioni e difficoltà ricordiamo che il Signore ci ha scelti e inviati. E quindi la paura non può avere la meglio su chi il Signore ha scelto, chiamato e inviato. 
L’amore non è una realtà da racchiudere nello scrigno del cuore, come dice una certa letteratura devozionale. È, invece, un fermento da immergere nella pasta della storia e dell’umanitàL’amore fa uscire dal guscio dell’egoismo per entrare nel mondo, per ascoltare il lamento del povero nella notte, per stendere la mano a chi è ai margini delle strade, per essere la luce del cieco. E per questo che l’amore diventa carità operosa, diventa annunzio del Vangelo della salvezza.
Buona giornata!