GET UP and WALK 01/09/14 #RICOMINCIARE: ogni inizio è un’entrare pieno nella storia dell’altro

a  cura del Centro Nazionale Giovani Ignaziani

 

Siamo fatti per partire,

per cercare la fonte.

Per vivere in viaggio,

come pellegrini e come figli

che continuamente si mettono alla sequela,

alla scuola di Gesù,

e che … arrivati ad un punto …

vivono il pensiero

che hanno scritto fino a lì,

solo come introduzione al tema …

e vanno a capo …

per continuare la storia!
Madre Teresa
Lc 4, 16-30
In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
 «Lo Spirito del Signore è sopra di me;
 per questo mi ha consacrato con l’unzione
 e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
 e ai ciechi la vista;
 a rimettere in libertà gli oppressi
 e proclamare l’anno di grazia del Signore».
 Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
 Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
 All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Il Signore vuole entrare nella nostra storia e si gioca tutto se stesso. Ma desidera incontrarci non come un passante , non come un amico lontano conosciuto quest’estate, viene come compimento, pienezza della nostra vita. Ci porta la benedizione di Dio, la realizza oggi in questa nostra vita segnata da tante contraddizioni.
Tante volte nel passato si è presentato ed oggi ricomincia in un modo apparentemente meno eclatante, ma tutto è lì nel piccolo, nell’ordinario, in un pane spezzato che ci apre allo straordinario di Dio e della vita.
Attenzione quindi! Ci potrebbe capitare che invece di lasciarci coinvolgere dal dono che è Dio OGGI, ci chiudiamo su ciò che già conosciamo di lui e lo pretendiamo a nostro modo …
Chiediamo oggi il dono, la grazia di poter accogliere questa nuova vita che ricomincia!
Buon inizio e Buona giornata!

 

Chi sono i #GESUITI?

All’origine di tutto c’è l’esperienza, la vita di Ignazio di Loyola che nel 1540 fondò assieme ad altri amici nel Signore, la Compagnia di Gesù (i Gesuiti).

Il suo carisma, la sua spiritualità ed in particolare gli Esercizi Spirituali hanno impresso una forte identità alla Compagnia.

Una definizione recente dell’ultima Congregazione Generale dei Gesuiti afferma efficacemente: il Gesuita è “un fuoco che accende altri fuochi”

Il Gesuita è amico di Gesù. All’inizio c’è una relazione, non un’idea o un concetto, neppure un ideale . C’è un’intima relazione con Lui, dove scoprire, giorno dopo giorno, che di Lui ti puoi fidare e che Lui si fida di te. Una relazione che accende un fuoco nel cuore!

Il Gesuita è amico dell’uomo. In quanto amico di Gesù, è amico dell’uomo, di tutti gli uomini, in particolare di coloro che vivono maggiori difficoltà.

Il Gesuita è uomo libero. Grazie all’amicizia con Gesù diventa possibile uscire da se stessi per raggiungere altri, radicalmente liberi di amare, come Lui ama, per accendere dello stesso fuoco con il quale sono stati accesi.

Il Gesuita è continuamente in ricerca. Alimentato dall’amore, è sempre in tensione per poter amare sempre meglio. In costante ricerca, per trasmettere la fede autentica, in modo autentico. Perché altri possano vivere l’incontro vivo con il Vivente. Per questo è libero e disponibile a cambiare! Cambiare abito, cambiare linguaggio, cambiare forme d’inserimento e di lavoro. La ricerca è creativa! E si muove in tutti gli ambiti umani, culturali, intellettuali, sociali e spirituali.  Porta il fuoco ovunque!

Il Gesuita è uomo di discernimento. Alla scuola degli Esercizi Spirituali, è capace di essere lucido rispetto a ciò che vive interiormente. Chiamato ad un costante lavoro interiore per riconoscere le voci che aprono e che chiudono all’amore di Dio e degli altri. Il discernimento è la colonna portante della spiritualità ignaziana, è cercare e trovare la Luce che illumina.

Il Gesuita è parte di un corpo. Lavora insieme ad altri, per un unico obiettivo. Diversi, ma insieme, ben strutturati, in modo armonico, per essere più efficaci. Come negli altri ordini religiosi, in questo corpo si emettono i voti di obbedienza, povertà e castità, ed un quarto voto speciale al Papa per la missione. Così che la vita in questo corpo sia totalmente rivolta e guidata alla missione, perché il fuoco si possa propagare!

Il Gesuita serve nella Chiesa. Uomo della Chiesa e nella Chiesa per il Mondo. Ad essa offre tutta la disponibilità per realizzare la missione universale di Cristo. Con la Chiesa cammina, in Lei continuamente s’interroga sul contributo specifico che può apportare con la spiritualità ignaziana, come incendiare altri fuochi!

Il Gesuita abita le frontiere. Disponibile ad andare dove nessuno va o è mai andato. Colui che incendia sta sempre “oltre i confini”. Questi confini sono paesi, luoghi, situazioni sociale difficili che richiedono una situazione particolare. Ma possono anche essere mondi dove l’umano si apre a domande nuove o a fatica trova risposte: il mondo di internet, il mondo dei giovani in continuo e febbrile cambiamento, il mondo della povertà e ingiustizia, il mondo della cultura, della scienza … tutto può essere incendiato dall’amore di Dio!