29/10 Lc 13,31-35 DETERMINAZIONE

a cura dei Gesuiti Italiani

DETERMINAZIONE

scegliere la meta ed ostinatamente seguire quella strada

Signore lascia che io ti conosca, lascia che io conosca me stesso. Signore , fa la tua volontà e non la mia. Sto arrivando Signore. Alfonso Rodriguez, gesuita

Lc 13, 31-35

In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».

Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.

Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».

Gesù continua ad annunciare il Regno di Dio, a seguire la via del bene verso Gerusalemme ed ogni tanto viene sottoposto a dubbi, domande da parte di coloro che incontra.

Ci sono sempre ostacoli nel suo, nel tuo, nel nostro cammino dell’amore.

Si tratta “semplicemente” di prendere posizione: identificare e scegliere il proprio obiettivo e di rimanere in quella determinazione.

C’è un’ostinazione negativa che rifiuta sempre, ma c’è né una positiva, quella che sceglie la via di Gerusalemme, la via di Dio e dell’altro e non rinuncia ad essa, nonostante dubbi e difficoltà.

Siamo fatti per Gerusalemme!

29/10/2014 Lc 13,22-30 URGENZA

a cura dei Gesuiti Italiani

URGENZA: È oggi il tempo in cui essere amati ed amare, non domani

Il cristiano è un uomo a cui Dio ha affidato tutti gli uomini. Giovanni Crisostomo

Lc 13, 22-30

In quel tempo, Gesù passava per città e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme.

Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete. Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d’iniquità!

Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.

Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.

Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi».

La nostra vita si gioca in un tempo che è questo. Il Signore ne è consapevole e ci invita ad andare sempre al nocciolo della questione.

Capita anche noi di perderci in ragionamenti, disquisizioni, anche se molto interessanti, che possono però diventare sterili quando non mi rendono capace di agire o mi giustificano nella mia inadempienza.

L’invito è dunque a muoverci. Questo è il tempo, questo è il luogo dove poter accogliere l’Amore e condividerlo con gli altri.

La porta stretta di Gesù non è una porta che esclude, che separa, è una porta stretta perché ti invita ad entrare secondo quella logica e in un determinato momento, se non ci fosse questo tratto di urgenza rischieremo di procrastinare sempre il momento in cui coinvolgerci pienamente nell’amore.

28/10 Lc 6,12-19 RESPONSABILITA’

a cura dei Gesuiti Italiani

RESPONSABILITA’: abili a rispondere all’AMORE con l’Amore

Signore Gesù, 

insegnaci ad essere generosi, 

a servirti come Tu meriti, 

a dare senza contare, 

a combattere senza temere le ferite, 

a lavorare senza cercare riposo, 

a darci, 

senza aspettare altra ricompensa, che sapere di compiere la tua volontà. 

Ignazio di Loyola

Lc 6, 12-19

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Scegliere qualcuno in Dio non significa privilegiare. Scegliere dimostra particolare cura verso quelli scelti, ma una cura che diventa responsabilità per tutti gli altri.

Sei così abilitato a rispondere a Dio del dono ricevuto, abilitato a rispondere agli altri nelle loro necessità.

Siamo tutti scelti dall’Amore per amare.

Non importa quanto sei preparato, da quale condizione sociale provieni, essenziale è solo la tua disponibilità a lasciarti riempire del Suo amore per condividere questo gioia con chi ti sta accanto, con il più debole … perché l’amore si realizza solo amando

25/10 Lc 13,1-9 EQUIVOCI

a cura dei Gesuiti Italiani

EQUIVOCI: ostacoli che c’impediscono di camminare

“Nella vita cristiana si va di inizio in inizio attraverso inizi che non hanno mai fine”. Gregorio di Nissa

Lc 13,1-9

1In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. 2Prendendo la parola, Gesù disse loro: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? 3No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. 4O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? 5No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”.

6Diceva anche questa parabola: “Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò.7Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”.

Il tuo rapporto con il Signore, l’occasione d’incontrare la Sua misericordia, è segnato, a volte, da qualche equivoco.

Un primo equivoco è pensare che ormai sia troppo tardi: il treno dell’incontro con Dio è già passato… dimenticandoti che Egli non è un treno … è una persona che attende il tuo treno che desideri per salire con te ( e forse ti sta indicando quello pieno di vita che sta passando … coglilo …)

Un secondo fraintendimento consiste nel pensare che ci sia ancora tempo: è un pericolo che ci sorprende soprattutto da giovani (anche se la giovinezza finisce) … il tempo che il Signore ci prolunga diventa l’occasione per incontrare pienamente la sua misericordia, è per approfittarne non per rimandare…

 

24/10 Lc 12,54-59 DISCERNIMENTO

a cura dei Gesuiti Italiani

DISCERNIMENTO: cercare e trovare la Luce che illumina

Mi ha sempre colpito una massima con la quale viene descritta la visione di Ignazio: Non coerceri a maximo, sed contineri a minimo divinum est. (…) non essere ristretti dallo spazio più grande, ma essere in grado di stare nello spazio più ristretto, questo è divino. Papa Francesco

Lc 12,54-59

54Diceva ancora alle folle: “Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. 55E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. 56Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? 57E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? 58Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. 59Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo”.

Sei essere di discernimento: invitato ad un costante lavoro interiore per riconoscere le voci che aprono e che chiudono all’amore di Dio e degli altri.

Discernere indica l’arte di andare oltre le apparenze immediate, e di riconoscere la voce di Dio orientandosi così nella complessità delle situazioni.

Ogni discernimento prevede alcune condizioni ed un luogo: le nostre.

Alcune condizioni: discernere richiede limpidezza, sincerità interiore, assenza di finzioni e interessati raggiri.

Un luogo: Dio ti parla in questo tempo, è il tuo tempo, in cui il Signore ti chiama alla vita piena.

23/10 Lc 12,49-53 DISTINGUERSI

a cura dei Gesuiti Italiani

DISTINGUERSI: Il vigore del Vangelo diventa

il criterio per esporsi davanti agli altri

 

Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano. Lettera a Diogneto

Lc 12, 49-53

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

La venuta di Gesù con il suo messaggio si scontra contro tutto ciò che è contrario a questa logica. Ci obbliga a pronunciarsi, pro o contro.

La lotta è tanto radicale che penetra nelle stesse famiglie, negli stessi luoghi che ci sembrano rassicuranti e pieni di vita.

Il Vangelo non può essere soggetto a compromessi. Non è neutrale.

E’ la propria pace che deve essere persa per servirlo.

Accogliere il Vangelo significa accettare di lottare, di dividere, di stare all’opposizione…

Questo è un tratto distintivo che dice la vera accoglienza di Gesù nella nostra vita.

22/10 Lc 12, 39-48 PRIVILEGIO

a cura dei Gesuiti Italiani

PRIVILEGIO: dono ricevuto e responsabilità condivisa;

l’esigenza dell’amore

Trova il tempo per giocare, trova il tempo per amare ed essere amato , trova il tempo di dare.  E’ il segreto dell’eterna giovinezza  è il privilegio dato da Dio. Madre Teresa
Lc 12, 39-48
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
  
 
Gesù ci dona il suo amore. È un amore vero quindi esigente
Pietro sembra mostrare la tentazione di considerarci privilegiati quando siamo amati. Al discepolo è concesso lasciarsi andare un pò. 
Certo, chi percepisce l’amor di Dio verso di sé è un privilegiato, ma nel senso che è invitato a vivere questo come dono e responsabilità. Non è un privilegio da cui far derivare vantaggi personali, anzi è una responsabilità ad amare sempre più e meglio secondo lo stile di Gesù
È un servizio libero ed esigente. Dio non desidera cercare il proprio interesse, ma vuole che portiamo frutto per gli altri e che il nostro frutto rimanga
Chiediamo di avere occhi per riconoscere i suoi doni e di avere cuore e mani per condividerli con gli altri.
 
Buona giornata