28/11 #REGNO di #DIO

a cura dei Gesuiti Italiani

REGNO di DIO: Condividere quello che si ha, apparire per quello che si è, vivere i propri poteri come servizio

Signore Gesù, ti chiediamo di aiutarci a restare sempre con te,

ad aderire alla tua persona con tutto l’ardore del nostro cuore,

ad assumerci con gioia la missione che tu ci affidi:

continuare la tua presenza, essere Vangelo della tua risurrezione.

Carlo Maria Martini

Lc 21, 29-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

Attento! non cadere nella tentazione di aspettare un Regno di Dio che un giorno verrà … è già qui, attorno a te, dentro di te! Lo puoi vivere, realizzare oggi!

Prova a condividere quello che hai, apparire per quello che sei,  vivere il piccolo o grande potere che hai (da genitore, educatore, datore di lavoro, buon amico) come servizio… e ti accorgerai che il regno di Dio è vicino.

Lui è vicino, perché Lui ha vissuto e vive così! … e da Lui puoi imparare a vivere con questo stile.

27/11 Lc 21,12-19 AVVENTO

a cura dei Gesuiti Italiani

AVVENTO: viene accanto e sceglie di camminare con noi

in una storia da costruire insieme

Non disperarti, pensando di non poter cambiare te stesso dopo tanti anni.

Entra semplicemente come sei alla presenza di Gesù. Tu non puoi renderti diverso.

Gesù viene a darti un cuore nuovo, uno spirito nuovo, una nuova mente e un nuovo corpo.

Lasciati trasformare dal suo Amore solo così sarai capace di ricevere il suo affetto nell’interezza del tuo essere. H. Nouwen

Lc 21, 20-28

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Tre sono le sue venute: quella passata, quella presente e quella finale

A noi “stranamente” preme soprattutto quest’ultima. il Signore ci ricorda che essa si realizza innanzitutto nel presente, vivendo qui e ora la sua stessa storia.

Tendiamo a guardare al futuro, realtà misteriosa che sentiamo di dover affrontare da soli, in particolar in questi giorni di crisi…

… Ed invece siamo invitati a gustare l’avvento di Dio ora: viene accanto a noi e sceglie di camminare assieme a noi in una storia che possiamo costruire con Lui e con gli altri.

Noi lo attendiamo e Lui viene qui ed ora… e camminiamo con Lui!

26/11 Lc 21,12-19 PAZIENZA

a cura dei Gesuiti Italiani

PAZIENZA: l’umiltà di compiere un passo alla volta ostinatamente,

senza mollare la presa

Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e… cerca di amare le domande, che sono simili a stanze chiuse a chiave e a libri scritti in una lingua straniera.

Non cercare ora le risposte che non possono esserti date poiché non saresti capace di convivere con esse.

E il punto è vivere ogni cosa. Vivi le domande ora. Forse ti sarà dato, senza

che tu te ne accorga, di vivere fino al lontano giorno in cui avrai la risposta. R.M. Rilke

Lc 21, 12-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra pazienza salverete la vostra vita».

Paziente e’ colui che, identificata la meta da raggiungere, s’incammina con decisione verso di essa.

Durante il cammino giungono le difficoltà, esteriori ed interiori, e lui non si lascia vincere da esse.

Umilmente compie un passo alla volta ostinatamente, senza lasciare il cammino, e nemmeno prendendo una scorciatoia, sempre allettante, ma pericolosa; essa ti toglie subito il fiato e non hai più la forza per camminare ancora tutto il giorno…

Nella pazienza si diventa simili a Gesù, il Figlio morto e risorto, si affronta la crisi e ci si avvicina sempre più alla meta.

25/11 Lc 21,5-11 Il FINE, non LA FINE

a cura dei Gesuiti Italiani

“IL” FINE, non “LA” FINE:

nè catastrofismi, nè trionfalismi, la nostra vita è simile alla sua

Non si può incontrare Gesù per conoscerlo, amarlo, imitarlo, senza un ricorso concreto, costante e ostinato al Vangelo; senza che questo ricorso faccia intimamente parte della nostra vita. M. Delbrel
Lc 21, 5-11 
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». 
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.  
Siamo preoccupati innanzitutto di salvare la nostra pelle. 
Gesù allontana da noi ogni paura della fine del mondo per farci vivere ora nella libertà di figli del Padre.
Gli ingannatori si riconoscono subito dal desiderio che hanno di essere seguiti e di avere discepoli; usano l’autorità di Dio, pretendendo di sostituirsi a Dio. costringendoti ad aderire velocemente a loro, perché la fine è vicina!
Uno solo è il Salvatore e Signore: quello che si è fatto ultimo e servo di tutti. Chi ti aiuta ad incontrarlo vivrà, umilmente, dello stesso stile di Gesù.
Guai a noi tutti, preti, educatori, genitori, datori di lavoro, insegnanti … quando usiamo il Signore, la Sua parola e i Suoi doni per affermare il nostro io.  
Nessuno deve seguire noi!  Tutti dobbiamo seguire lui Qui sta la nostra libertà di figli.

24/11 Lc 21, 1-4 AUTENTICITA’

a cura dei Gesuiti Italiani

AUTENTICITA’: essere ed apparire quello che si è

Se avremo il coraggio dell’autenticità quando falsità e compromesso sono più comodi: la verità ci renderà liberi. Comunità di Taizé

Lc 21, 1-4
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio.
Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

Nel cortile del Tempio erano allineate le ceste dell’offerta: si dichiarava l’entità e il motivo. 

La vedova ha il coraggio di offrire tutto quello che ha, e sembra poco,  e tutti così lo sapranno. 
Vergogna? Paura del giudizio? NO! Autenticità! Finalmente un gesto autentico. 
Un esempio per noi: non solo per l’assenza dell’ostentazione, ma soprattutto per la totalità del dono
Dà, quello che ha per la vita, non si garantisce nulla in anticipo, investe tutta la sua storia nella storia della relazione con il Signore. si lascia avvolgere e coinvolgere.

22/11 Lc 20, 27-40 VIVENTE

a cura dei Gesuiti Italiani

VIVENTE: il desiderio di Dio per l’uomo

La Gloria di Dio è l’uomo vivente. Ireneo di Lione
 

Lc 20, 27-40 
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. ».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda

 

“Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui” È la più bella definizione di Dio e nostra.  

Dio è vita donata, consegnata, trasmessa perché si diffonda attraverso di noi.

Dio è amore, è l’amore è eterno, non passa.

Noi siamo amore ricevuto e condiviso, tutto ciò che abbiamo vissuto nell’amore, rimarrà per sempre.

Chi vive per sé, muore nell’egoismo.  Chi vive per il Signore, partecipa già ora alla vita che ha vinto la morte.

Oggi è il nostro momento in cui scegliere se vivere una vita che vince la morte, o sopravvivere in un’esistenza che finisce …

21/11 Lc 19,45-48 COERENZA

a cura dei Gesuiti Italiani

COERENZA: fare ciò che si dice

 

E’ meglio essere cristiano senza dirlo

che proclamarlo senza esserlo.

Ignazio d’Antiochia

 

 

Lc 19, 45-48

In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».

Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.

 

 

 

Il popolo pende dalle sue labbra! Che bello poter fidarsi in questo modo del Signore.

Vale la pena fidarsi di Lui, perché Lui è coerente: quello che dice lo compie in prima persona… É affidabile…

Ci auguriamo oggi di pendere dalle Sue labbra e non dalle labbra di altri, che magari sanno consigliarci, ma non si giocano con noi, per noi …

Lui sente in nostro favore, parla in nostro favore, agisce in nostro favore!