25/02 #LIBERTÀ

a cura dei Gesuiti Italiani

LIBERTÀ: lo spazio creato dall’Amore

 

La minaccia peggiore per la libertà non consiste nel lasciarcela strappare – perché chi se l’è lasciata strappare, può sempre riconquistarla – ma nel disimparare ad amarla e nel non capirla più. Georges Bernanos

 

Lc 11, 29-32

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.

Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

 

Dio concede come segno definitivo l’annuncio della sua misericordia.

Così rispetta sia la libertà dell’uomo, che può aderire o meno alla proposta, sia la propria verità di amore, che non può non rispettarla.

Altri segni di tipo spettacolare, che costringono all’assenso, sono rifiutati come tentazioni. 

L’amore esige, anzi crea libertà! Chi ama è sempre esposto al rifiuto: pur di non costringere l’altro, muore lui stesso di passione non corrisposta.

Ma proprio così dà, oltre ogni segno, la realtà di un amore assoluto e senza condizioni.

24/02 #PADRENOSTRO

a cura dei Gesuiti Italiani

PADRE NOSTRO: poche parole per grandi verità

 

“Il Padre nostro è veramente la sintesi di tutto il Vangelo” Tertulliano

 

Mt 6, 7-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.

Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

 

Il Padre nostro è la preghiera del Signore, non soltanto perché a Lui risale, ma perché riassume i pensieri di Gesù, i suoi ideali, il suo modo di porsi davanti a Dio ed al mondo.

Dice la fiducia nel Padre e la capacità di visioni universali, perché l’amore di Dio abbraccia tutto; cielo e terra, amici e nemici, cibo, debiti e debitori, prove tentazioni e male. Così si tocca l’essenziale della nostra vita e le parole non sono sprecate!

Ogni richiesta di questa preghiera insegnata da Gesù descrive esattamente la vita stessa di Gesù.

Dire la preghiera del Padre Nostro è dunque “dire la vita di Gesù”.

Pregare il Padre Nostro è in qualche modo entrare a far parte della sua vita, della sua missione.

23/02 #POLITICA

a cura dei Gesuiti Italiani

POLITICA: coinvolgerci per il bene di tutti,

specie quelli in maggior difficoltà

Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa brutta! No: l’impegno politico è un impegno di umanità e di santità: è un impegno che deve potere convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera, di meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità. Giorgio La Pira
 

Mt 25,31-46
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

 
Non c’è altra strada: per incontrare il Signore la strada è compiere il bene, andare incontro al bisogno di tutti, oltre me stesso, in particolare a coloro che fanno maggior fatica… 
Peccato allora non è più “non fare qualcosa…”, ma è non compiere gesti d’amore
Gesù lo incontriamo nel volto del nostro fratello, la vita cristiana è sempre vita di comunità. ed è sempre una vita politica.
perché … verremo giudicati secondo l’amore! Quello sarà l’unico criterio di Gesù
La nostra vita è benedetta, amata ed amante nella misura in cui l’altro non è un optional, bensì è il centro del nostro amore, dove noi non siamo “l’ombelico del mondo”…l’altro, il nostro povero, il nostro forestiero è il criterio con cui guardare la mia vita.

20/02 #PERFEZIONE

a cura dei Gesuiti Italiani

PERFEZIONE: né dei né eroi,

ma discepoli ed amici pronti ad amare sempre più e meglio

 

Non aver paura delle perfezione, non la raggiungerai mai. Salvador Dalì

 

Mt 9, 14-15

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».

E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

 

 

 

Ogni sforzo religioso è pericoloso: l’egoismo e l’orgoglio vi possono trovare il nutrimento.

 

Cerchiamo ognuno, in mille modi, la propria perfezione, per essere i più grandi, ma dimenticandosi degli altri.

Noi non siamo dei, siamo discepoli! Solo grazie a Lui possiamo trovare il giusto atteggiamento verso gli altri.

Non siamo eroi, siamo amici! Gli amici quando stanno con l’amico festeggiano, sono felici; quando non c’è più si rattristano per la mancanza, nell’attesa del suo ritorno.

Rispetto agli eroi, gli amici, non vogliono mostrare se stessi, non fanno le vittime da dover esaltare “perché manca qualcuno o qualcosa”; essi guardano sempre l’amico, il maestro, lo attendono, quando c’è festeggiano con Lui …

Lui è il centro! ed ogni giorno sempre meglio!

19/02 #FORZA e #TALENTO

a cura dei Gesuiti Italiani

INVESTIRE FORZA e TALENTO:

scegliere il giusto investimento … Dio e gli altri

Il cristiano è colui che permette a Dio di rivestirlo della sua bontà e misericordia, di rivestirlo di Cristo, per diventare come Lui, servo di Dio e degli uomini. Papa Francesco, Quaresima 2015

Lc 9, 22-25

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

La vita ci ha regalato alcune attitudini naturali che affiniamo con la nostra applicazione: i nostri talenti.

Gesù è chiaro con noi, ci presenta una scelta:

O rincorrere continuamente una gioia immediata, esaltante, ma che esaurita ti lascia solo, con l’amaro in bocca costringendoti a cercarne fuori di te una più totalizzante … la gioia dei bisogni

O rinunciare ad essa per una gioia più intima che appare meno esaltante, ma dura di più, quando svanisce non ti lascia solo, e ti riempie, e costruisce vita … la gioia dei desideri…

Quale via intraprendere? Lui ti pro-pone, mai im-pone, la seconda: è quella che Lui ha scelto per la sua vita ed ha dato grandi risultati …

Ben sappiamo nella nostra intimità che seguendo Lui non sbagliamo mai, non saremo mai soli e vivremo nell’amore, anche se dovremo pagare di tasca nostra.

18/02 VERITÀ Nell’INTIMITÀ

a cura dei Gesuiti Italiani

la VERITA’ nell’INTIMITÀ: QUARESIMA, 40 passi,

ovvero i 40 giorni per cercare e trovare il tesoro …

 

“l’intimità non fa dell’Altro un oggetto … la ricchezza dell’intimità, o meglio la sua inesauribilità, è il TRA che si apre” F.Jullien

 

Mt 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.

Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

 

Dire la Parola è dire Dio, dire Dio è dire la vita di Gesù.

Di colui che agisce non per essere ammirato dagli uomini, ma si confronta continuamente con il   Padre, cercando di scoprire ogni giorno come meglio amare.

Il Signore c’invita a fare il bene per il Bene, nel segreto, senza vivere ricercando innanzitutto la stima e la riconoscenza (anche se riceverla ci fa bene … 😉 )

perché … la Verità si svela nel segreto, nell’intimità!

Sembra un’affermazione contraddittoria: la verità viene sempre compresa come il cercare di svelare ciò che è nascosto, segreto! Ma in Dio si ragiona spesso all’opposto!

Vero in Dio significa intimo, fedele, che va al cuore delle cose e nelle cose.

Gesù ci conosce e sa che spesso nella nostra vita cerchiamo invano di apparire ciò che non siamo; Lui è colui che ci scopre nel segreto e c’invita a scoprire noi stessi a Lui nel segreto, nell’intimità, nella verità del proprio cuore.

17/02 #DUREZZA di #CUORE

a cura dei Gesuiti Italiani

DUREZZA DI CUORE: L’ostacolo a sentire e gustare la bellezza

A che serve lo strepito della voce, se il cuore tace? Agostino d’Ippona

Mc 8,14-21

In quel tempo i discepoli   Avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora egli li ammoniva dicendo: “Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!”. Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: “Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi  e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?”. Gli dissero: “Dodici”. “E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?”. Gli dissero: “Sette”. E disse loro: “Non comprendete ancora?”.


L’occhio è guidato dal cuore, è la manifestazione visibile di quello che ci abita.

Con l’orecchio ascoltiamo là dove percepiamo, “vediamo” che ci sia vita.

Al centro di tutto il nostro cuore capace di amare. 

Come grande ostacolo la durezza del nostro cuore, che lentamente diventa incapace di amare, di ascoltare la nuova realtà che m’incontra, di sentire e gustare la bellezza della vita che mi è regalata. 

Durezza di cuore: il vero grande peccato, cioè il bersaglio fallito … non viviamo di durezza, viviamo di malleabilità, flessibilità, docilità …

Gesù ci ha dato tutto, ogni giorno un grande miracolo, il pane e vino che diventano sua presenza, perché così Lui è presente.. Non serve che lo cerchiamo invano altrove. Sciogliamo il nostro cuore ed accogliamolo, vivremo nella gioia!