15/07 #PICCOLO

a cura dei Gesuiti Italiani

PICCOLO: il primo gradino per diventare grande

“L’apprendere molte cose non insegna l’intelligenza”. Eraclito

Mt 11,25-27

 In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.

Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”.

Dunque essere piccoli è il segreto. Non intelligenti, non sapienti. Semplicemente piccoli. Il Signore si rivela a chi non può vantarsi di sapere. A chi non sa.

Il non sapere è la condizione che fa uscire da quelle nostre quattro convinzioni che spesso ostentiamo come sapienza e che limitano enormemente il nostro sguardo sulla realtà.

Il non sapere ci costringe a uscire da noi stessi per cercare altrove le risposte alle domande che la vita ci pone. 

Essere piccoli è la condizione che genera stupore di fronte alla novità.

Attenzione però, piccoli, non infantili o superficiali.

Chi non sa e non si preoccupa di sapere è saccente perché implicitamente pensa di bastare a se stesso.

Essere piccoli invece è come “sapere” che Qualcuno ci può rendere grandi. E cercare questo Qualcuno.

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