31/10 #PROFILO

PROFILO: quello che sono per ascoltare: “Amico, vieni più avanti!”

Caro Dio,

liberami dal falso orgoglio;

liberami dall’arroganza

che accompagna un’immagine di sé gonfiata.

Preservami dall’alterigia,

da un ego sovraccarico

derivante da un io vuoto.

Fa’ che impari a essere soddisfatto di me stesso;

che non senta mai il bisogno

di sminuire qualcuno

per acquisire valore e importanza,

per sentirmi stimato e degno. Nachman di Braslav

Lc 14, 1. 7-11

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Siamo sempre molto preoccupati di essere stimati: la stima ricevuta afferma noi stessi davanti agli altri, alla gente; la non stima ci fa sentire insignificanti, inutili, di poco valore. Ecco allora che il bisogno di stima è ragionevole, Abbiamo tutti bisogno di sentirci considerati positivamente.

Questo bisogno diventa un problema quando si trasforma in ossessione,quando la nostra vita è tutta orientata alla costruzione della nostra immagine. Diventa un problema se prima di dire o di fare qualunque cosa ci chiediamo cosa ne penseranno gli altri.

Il vero rischio è che in nome del bisogno di stima nascondiamo i nostri limiti, cominciamo ad indossare maschere che ad un certo punto ci convincono che siamo proprio quelle e perdiamo noi stessi, smarriamo il nostro vero volto, bello, buon, vero, fragile. Presentiamo il profilo migliore …. ma irreale!

Gesù c’invita cercare l’ultimo posto: a liberarci dalle attese mie e degli altri, a non preoccuparci di chi siamo e di chi diventeremo!

Siamo figli di Dio da sempre e fratelli tra di noi! Mica male!! E proprio così potremmo realizzare il nostro profondo desiderio d’intimità nell’ascoltare finalmente la voce di Dio che ci chiama “Amico!”

30/10 #INTERESSE

 

INTERESSE: il tuo … è il mio! E ci fa bene ad entrambi!

 

“Non sei di queste parti, tu” disse la volpe, “che cosa cerchi?”.

“Cerco gli uomini” disse il piccolo principe. “Gli uomini” disse la volpe,

“hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche le galline.

E’ il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?”.

“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici”. Il Piccolo Principe, Antoine de Exupéry 

Lc 14, 1-6

Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.

 

Abbiamo due modi di giudicare: uno per le cose che ci riguardano; un altro per quelle che non c’interessano.

Se i nostri interessi sono implicati interveniamo prontamente, non ammettiamo né ostacoli né obiezioni.

Quando sono implicati i nostri interessi (il bue, l’asino) è normale agire così, senza nessuna minima difficoltà. Si tratta allora di riscoprire che l’altro è figlio di Dio, come me, quindi mio fratello, mio amico, mio interesse mia vita, mia gioia!

Gesù rende i nostri interessi, i suoi! Noi possiamo rendere gli interessi dell’altro i nostri .. e ci darà vita bella, buona, vera! Ed agire sempre prontamente in favore dell’altro, sarà come agire per noi!

E se anche l’altro lo farà … ed allora nella vita non saremo mai soli, pieni di aiuti, in particolare del Suo, che non dimentica mai chi siamo, agisce sempre il nostro interesse!

29/10 #DETERMINAZIONE

DETERMINAZIONE: scegliere la meta

ed ostinatamente seguire quella strada

 

Signore lascia che io ti conosca, lascia che io conosca me stesso. Signore , fa la tua volontà e non la mia. Sto arrivando Signore. Alfonso Rodriguez, gesuita

Lc 13, 31-35

In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».

Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.

Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».

Gesù continua ad annunciare il Regno di Dio, a seguire la via del bene verso Gerusalemme ed ogni tanto viene sottoposto a dubbi, domande da parte di coloro che incontra.

Ci sono sempre ostacoli nel suo, nel tuo, nel nostro cammino dell’amore.

Si tratta “semplicemente” di prendere posizione: identificare e scegliere il proprio obiettivo e di rimanere in quella determinazione.

C’è un’ostinazione negativa che rifiuta sempre, ma c’è né una positiva, quella che sceglie la via di Gerusalemme, la via di Dio e dell’altro e non rinuncia ad essa, nonostante dubbi e difficoltà.

Siamo fatti per Gerusalemme!

28/10 #RESPONSABILITÀ

RESPONSABILITÀ: abili a rispondere all’Amore

con amore

 

Signore Gesù,

insegnaci ad essere generosi,

a servirti come Tu meriti,

a dare senza contare,

a combattere senza temere le ferite,

a lavorare senza cercare riposo,

a darci,

senza aspettare altra ricompensa, che sapere di compiere la tua volontà.

Ignazio di Loyola

Lc 6, 12-19

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.

Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Scegliere qualcuno in Dio non significa privilegiare. Scegliere dimostra particolare cura verso quelli scelti, ma una cura che diventa responsabilità per tutti gli altri.

Sei così abilitato a rispondere a Dio del dono ricevuto, abilitato a rispondere agli altri nelle loro necessità.

Siamo tutti scelti dall’Amore per amare .

Non importa quanto sei preparato, da quale condizione sociale provieni, essenziale è solo la tua disponibilità a lasciarti riempire del Suo amore per condividere questo gioia con chi ti sta accanto, con il più debole … perché l’amore si realizza solo amando.

27/10 #PAZIENTE #FIDUCIA

PAZIENTE FIDUCIA: con il mio passo, uno alla volta

Prega come se tutto dipendesse da Dio e lavora come se tutto dipendesse da te.

Ignazio di Loyola

Lc 13,18-21

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».

E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

Confidate soprattutto nel lavoro lento di Dio.

Siamo per natura impazienti di concludere

ogni cosa senza ritardi.

Vorremmo saltare le fasi intermedie.

Siamo impazienti di metterci in cammino

verso qualcosa di ignoto, qualcosa di nuovo.

Eppure è la legge di ogni progresso

che esso si compia passando attraverso

alcune fasi d’instabilità –

e che possa volerci molto tempo.

E così credo sia anche per voi.

Le vostre idee maturano gradualmente – Lasciatele crescere, lasciate che si formino, senza fretta eccessiva.

Non cercate di forzarle, come se pensaste di poter essere oggi

ciò che il tempo (vale a dire, grazia e circostanze che agiscono sulla vostra buona volontà)

farà di voi domani.

Solo Dio potrebbe dire che cosa diverrà

Questo nuovo spirito

che si sta gradualmente formando in voi.

Date a Nostro Signore il beneficio di credere

che sia la sua mano a guidarvi,

e accettate l’ansia di sentirvi sospesi ed incompleti.

(P. T. de Chardin, gesuita antropologo francese)

26/10 #PAROLA #LIBERANTE

PAROLA LIBERANTE: dice amore ed abbatte indifferenza

La parola giusta è sempre quella che dice amore ed ha in sé il potere di abbattere muraglie cinesi. F. Ebner

Lc 13, 10-17

In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.

Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato». Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?». Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

Gesù ha una parola per noi! Una parola che libera, una parola che guarisce perché libera.

Oggi il Signore ha una parola per me che mi può liberare, Ascolta la sua voce, tra il frastuono di molti rumori: voce e non frastuoni.

Libera da una condizione di prigionia, scioglie da catene, per una liberazione duratura.

Dio libera, altre parole, spesso ipocrite, legano, imprigionano, costruiscono muri invalicabili ad ogni tipo di relazione.

Le parole che costruiscono muri fanno perdere il gusto della bellezza della vita a della vera profonda Parola di Dio: il sabato è il giorno della liberazione!

Il sabato è il giorno in cui si libera, è proprio il momento per la donna di essere liberata! È il nostro momento!

23/10 #DISCERNIMENTO

DISCERNIMENTO: cercare e trovare la Luce che illumina

 

Mi ha sempre colpito una massima con la quale viene descritta la visione di Ignazio: Non coerceri a maximo, sed contineri a minimo divinum est. (…) non essere ristretti dallo spazio più grande, ma essere in grado di stare nello spazio più ristretto, questo è divino. Papa Francesco

Lc 12,54-59

Diceva ancora alle folle: “Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo”.

Sei essere di discernimento: invitato ad un costante lavoro interiore per riconoscere le voci che aprono e che chiudono all’amore di Dio e degli altri.

Discernere indica l’arte di andare oltre le apparenze immediate, e di riconoscere la voce di Dio orientandosi così nella complessità delle situazioni.

Ogni discernimento prevede alcune condizioni ed un luogo: le nostre.

Alcune condizioni: limpidezza, sincerità interiore, assenza di finzioni e interessati raggiri.

Un luogo: Dio ti parla in questo tempo, è il tuo tempo, in cui il Signore ti chiama alla vita piena.