05/10 #COMPASSIONE

COMPASSIONE: guardare oltre se stessi

 

La fede non è una sicurezza ma un cammino silenzioso. Ernesto Olivero

 

Lc 10,25-37

Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: “Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?”. Gesù gli disse: “Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?”. Costui rispose: ” Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e  con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso”.  Gli disse: “Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai”.

Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: “E chi è mio prossimo?”. Gesù riprese: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?”. Quello rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”. Gesù gli disse: “Va’ e anche tu fa’ così”.

 

C’è un giudeo incappato nei briganti, ferito sulla strada …. chi si ferma? Non coloro che hanno tante parole, ma chi si fa prendere dalla compassione.

Ed è uno straniero, un samaritano, di un’altra religione, che accoglie l’altro perché è l’altro, è uomo come tutti.

Con tutto se stesso, con il suo corpo si gioca tutto per l’altro.

Il Signore è colui che si gioca tutto per incontrarci in tutto noi stessi.

Ci è promessa una compassione piena, come le acque ricoprono il mare. Una compassione che passa attraverso il corpo, così si è testimoni…noi vorremmo essere amati solo nell’intimo, Egli ha invece preso la nostra condizione umana nella sua umiltà, nella sua debolezza, ha preso un corpo capace di soffrire, è venuto dentro la nostra storia, fra noi uomini limitati e limitanti, per donarci tutta la sua compassione.. gustiamola, riceviamola, per condividerla!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...