18/10 #AUDACIA

AUDACIA: il coraggio di lanciarsi

Una fede autentica implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo.  Ecco la domanda che dobbiamo porci: abbiamo anche noi grandi visioni e slancio?  Siamo anche noi audaci?  Il nostro sogno vola alto? Papa Francesco
 
Mc 10, 32-45
In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti. Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà». Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
 
Ecco la meta di Gesù, Gerusalemme. Qui si manifesta Signore della vita (o sulla vita…), perché dà la vita.
Anche a noi quest’occasione oggi; la possibilità di essere signori sulla nostra esistenza: scoprendo le nostre cecità e sordità, e con libertà mettere a disposizione noi stessi per il bene di tutti , quindi anche il nostro.
Grazie alle contraddizioni di Giacomo e Giovanni scopriamo anche una caratteristica che dimentichiamo e che ci può aiutare a diventare strumento di amore più grande ed universale , signori della vita: l’audacia, il coraggio di chiedere e desiderare più di quanto da soli pensiamo di meritare! Beato coraggio e beata insolenza!
Il Signore ascolta i nostri desideri e saprà con pazienza trasformare tutto in bene, nel maggior bene possibile per noi e per gli altri.

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