30/11 #TENACIA

TENACIA: con gli altri, forza, coraggio, determinazione

Chi ama deve cercare di comportarsi come se fosse di fronte ad un grande compito: sovente restare solo, rientrare in se stesso, concentrarsi, tenersi in pugno saldamente; deve lavorare, deve diventare qualcosa. R. M. Rilke

Mt 4,18-22

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Iniziamo questo cammino di Avvento e l’Anno Liturgico accompagnati dal ricordo di Andrea, Apostolo; un uomo generoso, pronto, aperto, entusiasta. Era figlio di Giona di Betsaida, fratello minore di Pietro. Fu discepolo di Giovanni Battista, presso il quale conobbe l’apostolo Giovanni, e con lui seguì per primo Gesù, al quale condusse il fratello Pietro.

Ogni nome nell’antichità diceva chi eravamo o meglio ci apriva l’orizzonte in cui camminare.

Ecco che oggi la compagnia di Andrea in questi primi passi dell’Avvento ci potrebbe invitare a chiedere un dono particolare, un aiuto nel nostro cammino.

Andrea potrebbe significare in greco uomo o coraggio, forza, virilità, forse in una sola parola, tenacia. Chiediamo allora il coraggio, la virilità, la tenacia.

Non si tratta di essere insensibili di fronte alle situazioni, agli incontri; e di andare avanti senza lasciarsi rallentare da niente e nessuno, non si tratta di non chiedere mai!

No! Si tratta di riporre, con costanza e determinazione, la fiducia in Dio, in Lui che in noi vede potenzialità enormi:

Egli ci dà la forza, una nuova forza, ci dona tenacia, nonostante fatiche e contraddizioni mie, degli altri e della realtà attorno!

Ci libera dalle nostre reti e ci dà la forza per affrontare la vita con Lui, assieme agli altri, cercando e trovando Bellezza, luoghi e relazioni in cui donare noi stessi.

Non sempre l’entusiasmo degli inizi potrà sostenerci nella nostra avventura d’amore. Avremo bisogno, lungo questa via, di forza, coraggio, virilità, uomini e donne!

28/11 #VIGILARE

VIGILARE: lasciarsi trasformare dall’Incontro

 

Vigila sui tuoi pensieri perché diventeranno le tue parole.

Vigila sulle tue parole perché diventeranno le tue azioni.

Vigila sulle tue azioni perché diventeranno le tue abitudini.

Vigila sulle tue abitudini perché diventeranno il tuo carattere.

Vigila sul tuo carattere perché influenzerà il tuo destino!

Swami Sivananda

 

Lc 21, 34-36

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

 

Vigilare significa non permettere che il cuore si appesantisca. Vigilare è dunque libertà, disponibilità, acutezza, capacità discernimento.

Ogni incontro, anche quello di oggi, con Gesù, come il suo definitivo ritorno, non è preceduto da segni premonitori prevedibili e garantiti: giunge all’improvviso.

Rischi, che distratto dalla vita, non riesci a scorgere il momento propizio dell’incontro.

Ciò che conta dunque è stare attenti, non lasciarsi sorprendere.

La tua attenzione non solo ti prepara all’incontro con Dio, ma modella anche quello che sei.

Uomo capace di ascolto, con un cuore libero ed aperto,che si lascia trasformare dagli incontri positivi che vive.

Attenzione dunque a quello che viviamo: qualche pesantezza la scegliamo noi, altre fanno parte della vita. Si tratta di trovare un modo per affrontarle: una relazione autentica con Dio, e da Dio agli altri.

27/11 #REGNO di #DIO

REGNO di DIO: essere, condividere e servire 

Signore Gesù, ti chiediamo di aiutarci a restare sempre con te,

ad aderire alla tua persona con tutto l’ardore del nostro cuore,

ad assumerci con gioia la missione che tu ci affidi:

continuare la tua presenza, essere Vangelo della tua risurrezione.

Carlo Maria Martini

Lc 21, 29-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

Attento! non cadere nella tentazione di aspettare un Regno di Dio che un giorno verrà … è già qui, attorno a te, dentro di te! Lo puoi vivere, realizzare oggi!

Prova a condividere quello che hai, apparire per quello che seivivere il piccolo o grande potere che hai (da genitore, educatore, datore di lavoro, buon amico) come servizio… e ti accorgerai che il regno di Dio è vicino.

Lui è vicino, perché Lui ha vissuto e vive così! … e da Lui puoi imparare a vivere con questo stile.

26/11 #AVVENTO

AVVENTO: viene e cammina con noi

in una storia da costruire insieme

Non disperarti, pensando di non poter cambiare te stesso dopo tanti anni. 
Entra semplicemente come sei alla presenza di Gesù. Tu non puoi renderti diverso. 
Gesù viene a darti un cuore nuovo, uno spirito nuovo, una nuova mente e un nuovo corpo. 
Lasciati trasformare dal suo Amore solo così sarai capace di ricevere il suo affetto nell’interezza del tuo essere. H. Nouwen
Lc 21, 20-28 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».  

Tre sono le sue venute: quella passata, quella presente e quella finale.
A noi “stranamente” preme soprattutto quest’ultima. il Signore ci ricorda che essa si realizza innanzitutto nel presente, vivendo qui e ora la sua stessa storia.
Tendiamo a guardare al futuro, realtà misteriosa che sentiamo di dover affrontare da soli, in particolar in questi giorni di crisi…
… Ed invece siamo invitati a gustare l’avvento di  Dio ora: viene accanto a noi e sceglie di camminare assieme a noi in una storia che possiamo costruire con Lui e con gli altri.
Noi lo attendiamo e Lui viene qui ed ora .. e camminiamo con Lui!

25/11 #PAZIENZA

PAZIENZA: un passo alla volta, senza mollare la presa

 

Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e cerca di amare le domande, che sono simili a stanze chiuse a chiave e a libri scritti in una lingua straniera.

Non cercare ora le risposte che non possono esserti date poiché non saresti capace di convivere con esse.

E il punto è vivere ogni cosa. Vivi le domande ora. Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga, di vivere fino al lontano giorno in cui avrai la risposta. R.M. Rilke

Lc 21, 12-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra pazienza salverete la vostra vita».

Paziente è colui che, identificata la meta da raggiungere, s’incammina con decisione verso di essa.

Durante il cammino giungono le difficoltà, esteriori ed interiori, e lui non si lascia vincere da esse.

Umilmente compie un passo alla volta ostinatamente , senza lasciare il cammino, e nemmeno prendendo una scorciatoia, sempre allettante, ma pericolosa; essa ti toglie subito il fiato e non hai più la forza per camminare ancora tutto il giorno…

Nella pazienza si diventa simili a Gesù, il Figlio morto e risorto, si affronta la crisi e ci si avvicina sempre più alla meta.

 

24/11 #BUONA #NOTIZIA

BUONA NOTIZIA: innanzitutto apprendisti, poi forse maestri

Non si può incontrare Gesù per conoscerlo, amarlo, imitarlo, senza un ricorso concreto, costante e ostinato al Vangelo; senza che questo ricorso faccia intimamente parte della nostra vita. M. Delbrel
Lc 21, 5-11 
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». 
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.  
Siamo preoccupati innanzitutto di salvare la nostra pelle
Gesù allontana da noi ogni paura della fine del mondo per farci vivere ora nella libertà di figli del Padre.
Gli ingannatori si riconoscono subito dal desiderio che hanno di essere seguiti e di avere discepoli; usano l’autorità di Dio, pretendendo di sostituirsi a Dio. costringendoti ad aderire velocemente a loro, perché la fine è vicina!
Uno solo è il Salvatore e Signore: quello che si è fatto ultimo e servo di tutti. Chi ti aiuta ad incontrarlo vivrà, umilmente, dello stesso stile di Gesù.
Guai a noi tutti, preti, educatori, genitori, datori di lavoro, insegnanti … quando usiamo il Signore, la Sua parola e i Suoi doni per affermare il nostro io.  
Nessuno deve seguire noi!  Tutti dobbiamo seguire Lui! Qui sta la nostra libertà di figli.