12/12 #GRATUITÀ

GRATUITÀ: agire per il bene dell’altro, non per il ringraziamento

Due monaci coltivavano rose. Il primo si perdeva nella contemplazione della bellezza e del profumo delle sue rose. Il secondo tagliava le rose più belle e le donava ai passanti.
“Ma che fai?”, lo rimproverava il primo; “come puoi privarti così della gioia e del profumo delle tue rose?”.
“Le rose lasciano molto profumo sulle mani di chi le regala!”, rispose pacatamente il secondo. 

Mt 17, 10-13
Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.
 

 
Non siamo certi che qualcuno ci ama se non soffre in silenzio per noi!
Questa persona non pretende di essere riconosciuta, ringraziata (certo le fa piacere…). Agisce per amore e ciò significa gratuitamente e con gioia! 
Lo fa perché solo facendolo sta bene, quando lo fa già sta ricevendo amore, perché l’amore non si baratta, se c’è riempie. 
Così Elia, così Giovanni, così Gesù: nessun riconoscimento, solo la gioia e la bellezza dell’amore! 
La prova di un amore gratuito è la capacità di voler bene all’altro, pagando di persona, senza agire per un grazie preteso successivamente…

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