22/03 #FRAGILITA’

Gesù sale in croce.jpg

FRAGILITÀ: il luogo dove sperimentare la Sua “signorilità”

Sono un uomo di vetro e non di ferro e ho bisogno di un Dio fatto di un vetro ancora più sottile che può infrangersi al solo batter di vento. Il Dio forte è più fragile di ogni uomo, un campione di forza nella fragilità. Questo è Dio.         [V. Andreoli]
Martedì Santo – Giovanni 13,21-33;36-38
Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: “In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà”. I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: “Dì, chi è colui a cui si riferisce?”. Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: “Signore, chi è?”. Rispose allora Gesù: “È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò”. E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: “Quello che devi fare fallo al più presto”. Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo; alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse detto: “Compra quello che ci occorre per la festa”, oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte. Quand’egli fu uscito, Gesù disse: “Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”. Simon Pietro gli dice: “Signore, dove vai?”. Gli rispose Gesù: “Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi”. Pietro disse: “Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!”. Rispose Gesù: “Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte”.
Gesù affronta la fragilità delle relazioni umane: il tradimento di Giuda e l’espressione ingenua di entusiasmi – “Darò la mia vita per te!” – che presto, nella fuga generale, riveleranno il loro scarso spessore.
Gesù affronta la fragilità delle relazioni umane con forza, calma, dignità. Non si abbandona all’eterno lamentarsi, al vittimismo. Questa forza di Gesù è davvero attraente.
E’ un Vangelo spiazzante. Sembra che Gesù voglia scoraggiarci: “ Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi”.  Cosa manca al momento presente che vivevano i discepoli?
Mancava l’evento della morte e risurrezione di Gesù. Solo questo evento può dare la forza di seguire Gesù. L’evento è ormai avvenuto. Cioè la dignità di Gesù nel marasma della vita. Dignità vissuta e manifestata per me, fino alla morte. Perché io ne fossi nutrito/a. Non c’è bisogno di altro. 
Buona giornata!

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