06/04 #GIUDIZIO

Gv 3-16-21.jpg

NON GIUDICARE: Dio non giudica, salva

 

“Chi sono io per giudicare?” Papa Francesco

 
Gv 3,16-21
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. 
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. 
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. 
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. 
Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio. 
 
Il giudizio di Dio. Lo temiamo, lo fuggiamo, lo neghiamo. Qualsiasi reazione suscita in noi il giudizio di Dio, sempre siamo inclini a pensare che sia qualcosa di nefasto e terribile. Comunque qualcosa che sarebbe meglio evitare. Forse perché quella del giudizio è un’esperienza che ci infastidisce. Sia quando lo viviamo sulla nostra pelle, sia quando lo pronunciamo sugli altri.
Ma Dio ha mandato il suo Figlio non per giudicare il mondo, bensì per salvarlo. Il suo giudizio è questo: il mondo ha bisogno di essere salvato. Da solo, il mondo non può salvarsi. Da che cosa il mondo deve essere salvato? Dal male che facciamo, dal male che subiamo. Di fronte a questo male, Dio non risponde pan per focaccia.
Anzi! Siccome hai fatto del male, ora ti meriti un po’ di bene . Perché il male esiste ma non è l’ultima parola sulla tua vita. Non crederlo mai. Tu sei stato creato per il bene, non per soccombere sotto il male.
Il giudizio di Dio è dunque già stato pronunciato su quella croce e serve per vivere meglio questa vita, non l’aldilà. 
 
Buona giornata!

Un pensiero su “06/04 #GIUDIZIO

  1. Michele ha detto:

    Buongiorno 😊
    Credo che Giovanni se tornasse a parlare di giudizio e salvezza oggigiorno userebbe tuttaltri termini , in quanto questi sono abusati da almeno un millennio.
    Da quando S. Colombano ha spostato lo sguardo dalla grazia piu verso il peccato, Una salvezza da pagare col
    sacrificio.
    Se paghi compri senno non hai la merce.
    E’ come se avessimo educato un cane col bastone: solo a mostrarlo si produce una reazione di paura.
    Per favore togliamo il bastone dalla vista della gente !!!
    Toglieteci il bastone!
    Facciamo invece vedere come Cristo e venuto ad educarci con l’amore per diventare per imitazione come lui.

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