16/05 #relazione

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RELAZIONE: basta una relazione vera per cambiarci la vita

Ma pensate sempre a questo: non avere paura dei fallimenti; non avere paura delle cadute. Nell’arte di camminare, quello che importa non è di non cadere, ma di non “rimanere caduti”. Alzarsi presto, subito, e continuare ad andare. [Papa Francesco]

Mc 9, 14-29
In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. 
E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. 
Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». 
Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera». 

Gesù agisce con distacco, con semplicità e profondità nello scoprire le cause del male…solo la preghiera scaccia alcuni mali.
Cosa può significare per noi? Non possiamo affrontare ciò che ci dilania, ciò che ci rende inquieta da soli…sarebbe tentare invano di essere come Dio. Ci vuole una relazione per guarire dalle ferite…Gesù ci stende la mano per guarire con lui.

Nell’antichità la malattia era una possessione diabolica. Come ci comporteremmo noi davanti ad un malato? Preoccupazione per lui, fino a non ragionare più disperandoci. Cosa fa Gesù? Non guarda solo il malato, ma guarda tutti i malati; inizia a curare prima il padre e poi il figlio. Non si lascia travolgere dalla situazione; tutti e tutto appartengono al suo dono d’amore.

Buona giornata!

2 pensieri su “16/05 #relazione

  1. Claudia d. ha detto:

    Grazie, il brano di oggi è come una medicina per me che oggi sono in difficoltà sul modo di trattare mio figlio preadolescente. Il suo modo virulento di ribellarsi e di richiamare attenzione non è molto differente dal rotolarsi a terra schiumando e gridando del ragazzo condotto a Gesù dal padre. Per educare un figlio ci vuole un villaggio, dice un proverbio africano ricordato da papa Francesco. Qui il villaggio c’è tutto: ci sono gli uomini di chiesa (i discepoli), ci sono gli esperti, gli educatori, gli psicologi (i rabbini), c’è la folla (i vicini di casa, i parenti, i conoscenti). Ma tutti appaiono in difficoltà, incapaci di aiutare questo figlio a crescere. Il padre è affettuoso ma incapace, impotente; ama ma non riesce a comunicare questo amore al figlio, che è “muto” perché “sordo” alla relazione. C’è bisogno di qualcosa di più, che può venire solo dalla preghiera.
    E’ bello vedere che la guarigione del figlio comincia dalla guarigione del padre e poi dei discepoli, quando imparano a mettersi in relazione con Gesù. Forse, chissà, comincerà da qui anche la guarigione dei rabbini e della folla (quando smetteranno di essere folla informe o gruppo di potere e diventeranno persone davanti alla Persona; quando dalla folla, dal gruppo emergeranno dei volti e dei nomi, come Zaccheo, come Nicodemo).
    Buona settimana e grazie per questo strumento che aiuta a metterci quotidianamente in ascolto della Parola

    • roberto ha detto:

      Grazie a te Claudia, per quanta saggezza e perspicacia hai tratto dal brano evangelico.
      La vita senza Gesù Cristo, senza preghiera, è vero caos senza ritorno.
      Un caro saluto a tutti nel Signore nostro.

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