17/05 #(dis)abilità

Mc 9-30-37.jpg

(DIS)ABILITA’: gli ostacoli nella vita non si evitano, si attraversano, trasformandoli e così superandoli

Per la strada vidi una ragazzina 
che tremava di freddo, 
aveva un vestitino leggero 
e ben poca speranza in un pasto decente. 
Mi arrabbiai e dissi a Dio: 
“Perché permetti questo? 
Perché non fai qualcosa?”. 
Per un po’ Dio non disse niente. 
Poi improvvisamente, quella notte rispose. 
“Certo che ho fatto qualcosa: 
Ho fatto te”.

Mc 9, 30-37
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».
 
 
Gesù ci rivela che paradossalmente la vita passa attraverso un morire a noi stessi, alle nostre leggi, alle nostre logiche. 
Che Logica strana! Ecco perché i discepoli, come tutti noi, non la comprendono…tutti noi vorremmo rimuovere da noi la fatica, la sofferenza…ed allora come facciamo, come i discepoli semplicemente non ne parliamo…
E perché Gesù suscita scandalo? Per noi, per la nostra mentalità, parlare di un bambino può essere una cosa gradevole, affettuosa, ma nel contesto di quei tempi parlare di un bambino è parlare di un essere squalificato, di uno che non ha voce in capitolo, senza dignità. Il bambino è una specie di minorato. 
Essere discepoli suoi significa valersi delle stesse prerogative: davanti alla vita siamo sempre dis-abili … impariamo dalla sua abilità.
 
Buona giornata!

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