01/12 #solidità

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SOLIDITÀ: diventare persone che siano capaci di dare pienezza alla vita


“Fino a quando non avrai veramente accettato i tuoi limiti, non potrai costruire nulla di solido perché sciupi il tuo tempo a desiderare gli strumenti che sono nelle mani degli altri e non ti accorgi di possederne anche tu, differenti, è vero, ma altrettanto utili.”
[Michel Quoist]

 

Mt 7,21.24-27
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».



Si entra nel Regno dei cieli solo se facciamo la volontà del Signore. E quale sarebbe? Questo è il problema, perché sembra incomprensibile da capire! Questo brano finalmente ci dà un indizio: la volontà del Signore per noi è quella di costruire una casa che regga alle intemperie, cioè di diventare persone solide, stabili, integre. Ecco un modo di interpretare il Regno dei Cieli: diventare persone che siano capaci di dare pienezza alla vita e che non si facciano buttare giù dalle difficoltà. Insomma, uno dei tanti modi di realizzare il Regno dei Cieli è essere se stessi fino in fondo.

p. Leonardo Vezzani sj
della comunità dei Gesuiti della Cappella dell’Unibversità La Sapienza di Roma

30/11 #cambiamenti

 

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CAMBIAMENTI: S. Andrea apostolo, compagno di strada per continuare ad entrare nel tempo di Avvento

“Esistere è cambiare, cambiare è maturare, maturare è continuare a creare se stessi senza fine”. [Henri Bergson]

 

Mt 4,18-22
In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.



 

Questo bellissimo brano trova la sua forza nella semplicità. Poche parole per descrivere il ribaltamento totale di quattro vite. Ed ognuna di queste storie si conclude con un gesto forte, quello di lasciare qualcosa. Ecco, proprio qui sta uno dei punti centrali di questo brano: per camminare bisogna lasciare sempre qualcosa dietro di sé. Ci sono cose che ci hanno aiutato, e che magari sono state fondamentali per una tappa della nostra vita, come le reti e la barca lo sono state per i nostri pescatori. Ma a volte la vera difficoltà nei cambiamenti che la vita e le scelte ci mettono davanti sta proprio nel lasciare tutto ciò che non ci è più di aiuto.


p. Leonardo Vezzani sj

della comunità dei Gesuiti della Cappella dell’Unibversità La Sapienza di Roma

29/11 #gioia

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GIOIA: saper riconoscere come il Signore opera nel mondo

Il cuore non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere. [Plutarco]


Lc 10,21-24
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».



 

Questa parola è una grande provocazione al mondo in cui viviamo, in cui la conoscenza è diventata un idolo da adorare. Gesù però non critica il sapere, ma l’arroganza che a volte l’accompagna. Quell’arroganza che fa perdere di vista il fatto che ci sono cose che restano nascoste anche a chi pensa di avere una risposta per tutto e che senza accorgersene si rinchiudono in un recinto che essi stessi costruiscono.

Invece, la consapevolezza che ci sia qualcosa di nascosto ci lascia sempre attenti, curiosi, con domande sempre aperte, e pronti a trovare risposte anche da chi pensiamo non abbia niente da insegnarci. Il Signore si lascia trovare dai curiosi.

28/11 #parole

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PAROLE: nel mezzo di tante parole la forza della Parola

La parola è un gran signore, che con piccolissimo corpo e del tutto invisibile, divinissime cose sa compiere; riesce infatti e a calmar la paura, e a eliminare il dolore, e a suscitare la gioia, e ad aumentar la pietà.    [Platone – “Gorgia”]


Mt 8,5-11
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».

Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

Parola del Signore

La parola è una cosa strana: è un semplice suono che sparisce nel momento in cui è pronunciato, ma può cambiare la vita delle persone. Parlare male di qualcuno lo mette in cattiva luce davanti a tante persone, che magari inizieranno a comportarsi diversamente con lui. Fargli un complimento avrà l’effetto opposto. Il centurione conosce il potere della parola, e quindi si fida di quella di Gesù.

Chiediamo al Signore di insegnarci ad usare questo strumento allo stesso tempo fragilissimo e potentissimo.

Per Natale regalate una sveglia alla Bella addormentata! Soluzioni alternative all’auspicato passaggio di un Principe azzurro

rigantur mentes

Meditazione

sul Vangelo della I domenica di Avvento (anno A)

27 novembre 2016

Mt 24,37-44

Io dormo, ma il mio cuore veglia.

Cantico dei Cantici 5,2

La notte a volte fa paura, perché svegliarsi può voler dire incontrare l’orrore: «Mai dimenticherò quella notte – scrive Elie Wiesel –  la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata».

notteCosa succederebbe se aprissimo gli occhi? Tante volte dormiamo per non vedere. Ci tiriamo su le lenzuola della superficialità e ci imbocchiamo le coperte dell’insicurezza. Ci illudiamo che continuando a dormire, prima o poi, la realtà ci lascerà in pace e non ci chiederà più di deciderci.

Dormiamo per continuare a sognare. Preferiamo vivere nei nostri sogni di gloria, nelle nostre illusioni. Nel sogno possiamo continuare a vederci come non siamo. Dormiamo per sognare una relazione che in realtà non c’è…

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26/11 #cuoripesanti

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CUORI PESANTI: l’attesa del Signore non è un’alienazione, ma l’unico modo per essere presenti alla vita.

“Ogni istante infatti è gravido di futuro.  Nessun momento è neutro: è l’opportunità in cui si gioca la fedeltà e la testimonianza”.
[Silvano Fausti sj]

Lc 21,34-36
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi adosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia della terra.
Vegliate e pregate dunque in ogni momento, perché abbaite la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”.

 

I falsi obiettivi di vita, disperati e inutili esorcismi di ciò che temiamo, non sono che l’esca del suo laccio.  Questo si abbatterà senza risparmiare alcuno, mostrando l’infinita vanità di tutto ciò a cui abbiamo attaccato il cuore .  Ma noi conosciamo il dono del Padre e abbiamo la speranza dei Figlio, che non delude mai.

Il credente veglia nella notte del mondo.  La paura non gli chiude gli occhi.  Cerchiamo di vivere giudiziosamente il tempo che ci è dato, conoscendo il volere di Dio: “Diventate misericordiosi, non giudicate, non condannate, perdonate e date” (Lc 6,36-38).  Il giudizio futuro è operato qui e ora da noi, secondo il metro che usiamo per misurare gli altri.

 

 

25/11 #regnodidio

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REGNO di DIO: essere, condividere e servire

Signore Gesù, ti chiediamo di aiutarci a restare sempre con te, ad aderire alla tua persona con tutto l’ardore del nostro cuore, ad assumerci con gioia la missione che tu ci affidi: continuare la tua presenza, essere Vangelo della tua risurrezione.  [Carlo Maria Martini sj]

Lc 21, 29-33
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

 

Attento! non cadere nella tentazione di aspettare un Regno di Dio che un giorno verrà … è già qui, attorno a te, dentro di te! Lo puoi vivere, realizzare oggi!

Prova a condividere quello che hai, apparire per quello che seivivere il piccolo o grande potere che hai (da genitore, educatore, datore di lavoro, buon amico) come servizio… e ti accorgerai che il regno di Dio è vicino.

Lui è vicino, perché Lui ha vissuto e vive così! … e da Lui puoi imparare a vivere con questo stile.