La vita è come un puzzle: finisce sempre che ti manca qualche pezzo

rigantur mentes

Meditazione sul Vangelo

della XXXII domenica del T.O. anno C

6 novembre 2016

Lc 20,27-38

Fa’ che io sappia pure riconoscerti, venuta la mia ora, sotto le apparenze di ogni potenza, estranea o nemica, che sembrerà volermi distruggere o soppiantare.

T. de Chardin

Mentre stiamo dentro la vita, i pezzi ci sembrano confusi. La vita ci appare frammentata, incompleta, e perciò forse non riusciamo a coglierne il senso.

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Una lunga tradizione spirituale, di cui i filosofi si sono poi appropriati, invitava a mettersi dal punto di vista della fine: se fossi giunto alla fine del cammino e mi voltassi indietro, cosa vedrei?

Eppure, abbiamo perso l’abitudine di guardare le cose a partire dalla fine, siamo più propensi a esorcizzare la morte, scherziamo per non prenderla sul serio, ironizziamo come per allontanare la paura che ci provoca.

Ironizziamo proprio come i Sadducei del Vangelo, ricchi latifondisti, che fanno battute…

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