08/11 #servire

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SERVIRE: donare nella semplicità e gratuità

Prendi, Signore, e ricevi tutta la mia libertà,
la mia memoria, la mia intelligenza e tutta la mia volontà,
tutto ciò che ho e possiedo.
Tu me lo hai dato. A te, Signore, lo ridono,
tutto è tuo, disponi secondo la tua volontà.
Dammi soltanto il tuo amore e la tua grazia:
questo mi basta. 

[S. Ignazio di Loyola]

 
Lc 17, 7-10
In quel tempo, Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».
 
Siamo chiamati a servire, a mettere a disposizione agli altri i nostri talenti, i nostri sogni. questa è la nostra gioia!
Chi ama, non tiene per sé quello che ha! Chi ama naturalmente condivide quello che ha ed è con gli altri il gusto di essere amati da Dio.
Un dono ricevuto che semplicemente si vuole condividere e ridonare. Amare è inutile.
L’inutilità è molto vicina alla semplicità: canali di passaggio di un amore ricevuto, non autori, bensì collaboratori.
L’inutilità è poi vicina alla gratuità: non agisci per il tuo interesse, ma per il bene dell’altro.

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