09/11 #luoghi

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DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE: ci sono spazi in cui poterci donare!

«“Che bisogna fare?” domandò il piccolo principe. “ Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe.  […] ” In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino.”»
[Antoine Saint-Exupéry, Il piccolo principe]

 
Gv 2,13-22.
Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato».
I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
 
Ma Dio dove si trova? Perché io incontro qualcuno solo se so dove sta!
Gli uomini dell’antichità hanno sempre pensato ad una Sua presenza in un posto elevato, “da Dio”, e quindi in cielo; e se abituato a stare in un posto elevato anche quando si troverà sulla terra, stara in un posto elevato, importante, ed allora in un tempio! Il tempio diventa quel luogo che ordina la mia vita, distingue tra sacro e profano, distingue il tempo della festa la domenica dalla ferialità; Il tempio è simbolo di quella realtà che dà senso al suo vivere, dando corpo al suo desiderio di felicità e ordinando le sue azioni e le sue istituzioni: è il luogo della festa, della gioia e della comunione. Ma tende sempre a diventare anche luogo di mercanteggio con Dio e tra gli uomini, giustificazione di sacrifici e oppressioni, sino al sacrificio e soppressione dell’uomo in nome di Dio. Al centro delle antiche città c’è sempre il tempio, diventato nella cristianità il “duomo”, la casa comune.
Questa visita di Gesù nel tempio c’invita a riconoscere che l’esperienza dell’amore si realizza non solo con le persone ed in un tempo, ma anche in un luogo!

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