24/12 #profezia

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PROFEZIA: saper riconoscere in un bambino due verità!

 “Se il Signore fosse solo adempimento delle antiche profezie, sarebbe termine e chiusura. Ma poiché è Egli stesso adempimento profetico è sempre di nuovo inizio e novità.” [Adrienne von Speyr]


Lc 1,67-79

In quel tempo, Zaccaria, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,

perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace».

Questo canto di Zaccaria testimonia l’unione fra le speranze d’Israele e la novità cristiana: entrambe concordano nell’annunciare la liberazione dell’uomo. Il canto focalizza due verità. La prima è la fedeltà di Dio alle sue promesse antiche, fatte ad Abramo e ripetute tramite i profeti. La seconda è che Dio sta visitando il suo popolo; questo è il compimento di tutta l’alleanza. Questa certezza è espressa dapprima nelle forme della tradizione: la restaurazione del regno di Davide, la sicurezza dai nemici, l’adorazione autentica, il perdono, il dono della pace. Su questo sfondo, svetta il ruolo che il bambino assumerà e si profila la figura del messia, il sole che sorge per cambiare completamente le prospettive umane ed inaugurare un cammino nuovo.

 p. Mauro Bossi sj
della comunità dei Gesuiti della Cappella dell’Unibversità La Sapienza di Roma

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