03/01 #solidarietà

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SOLIDARIETÀ: entrare nella condizione di ciascuno per poter stare con tutti

“La solidarietà del genere umano non è solo un segno bello e nobile, ma una necessità pressante, un ‘essere o non essere’, una questione  di vita o di morte.” [Immanuel Kant]


Gv 1,29-34
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». 
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Il battesimo rappresenta la scelta fondamentale di Gesù. Egli si rivela il Figlio perché si fa nostro fratello e si immerge nella condizione comune a tutti. È la prima immagine che Gesù ci offre del Dio che nessuno mai ha visto. Cosa significa un Dio che si mette in fila con i peccatori, ultimo della fila, solidale con noi là dove anche noi non siamo solidali con noi stessi e ci sentiamo soli? Un Dio che accetta la condizione di limite, di peccato e di morte, che diventa tutto ciò che noi siamo e non vorremmo essere, che è il contrario della proiezione dei nostri desideri!
Il battesimo di Gesù mette in crisi ogni idea religiosa o atea su Dio (religiosi e atei hanno la stessa opinione su di lui: i secondi negano esattamente ciò che i primi affermano). Ci si rivela un Dio impensabile, scandaloso per tutti, credenti e non credenti: colui che riteniamo sopra le nuvole è qui in terra, il puro spirito è carne, l’immortale mortale, il santo tra i peccatori, il giudice con i condannati, l’onnipotente impotente, come tutti. Il Dio che Gesù presenta è la liberazione da quel dio diabolico che, da Adamo in poi, tutti ci immaginiamo, piegandoci o ribellandoci a lui. Il battesimo, anticipo della croce, rivela un Dio che è simpatia assoluta per ogni uomo, per quanto lontano, e si mette nella sua condizione per stare con lui. È un Dio che è tutto e solo amore: è l’Emmanuele, il Dio-con-noi.

p. Silvano Fausti sj (1940-2015), annunciatore e commentatore della Parola del Vivente

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