04/01 #dialogo

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DIALOGO: fare l’esperienza della Parola che chiama e conduce, passo dopo passo


“Non è stata troppa un’intera vita spesa a confrontarci l’un l’altro su questo mondo dove noi siamo e questo mondo che siamo noi.” [Marguerite Yourcenar]

 

Gv 1,35-42
In quel tempo, Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Il testo presenta l’apertura di un susseguirsi incalzante di brevi battute di domanda e risposta, dove, in un crescendo continuo, si raggiunge un livello di comprensione sempre più alto del mistero di Gesù. Chi per primo l’ha scoperto, porta un altro all’incontro con lui ed è spettatore di una nuova rivelazione che egli non aveva ancora colto. Il testo è tutto un dialogo su Gesù o con Gesù. Il nostro rapporto con Dio non può essere che quello di un dialogo, dato che in principio era la Parola e l’uomo è suo interlocutore.
Sin dall’inizio il vangelo di Giovanni si presenta come il dramma dell’incontro tra l’uomo e la Parola, in una comunicazione piena di detto e non detto, di fraintendimenti e complicità, di equivoci e ironie, di resistenze e rese. Il lettore è fatto partecipe di questo dialogo, per fare pure lui l’esperienza della Parola che lo chiama e lo conduce, passo dopo passo, a vedere la sua dimora e a stare di casa con lei.
Inizia così il cammino del discepolo, che lo porterà a posare il capo sopra il petto del Maestro, per cogliere il mistero di Dio e dell’uomo.

p.Silvano Fausti sj (1940-2015), annunciatore e commentatore della Parola del Vivente

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