07/06 #padre

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PADRE: Gesù predica il Regno rivelandoci l’intimità che lo lega al Padre

“Bisogna porre al centro dell’annuncio cristiano il supremo mistero del suo fallimento.” [Sergio Quinzio]


Mt 4,12-17.23-25
In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nazareth e andò ad abitare a Cafarnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: 
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, 
sulla via del mare, oltre il Giordano, 
Galilea delle genti! 
Il popolo che abitava nelle tenebre 
vide una grande luce, 
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte 
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

C’è qualcuno che passa lungo le strade del mondo e non porta con sé altro desiderio che quello di ritornare al Padre. Il desiderio infinito che si espande nel cuore del Figlio. Gesù in cammino, Gesù in viaggio, Gesù si ritira, Gesù affronta il mare, Gesù affronta i percorsi che lo espongono a tutte le realtà impervie, con tutti gli impedimenti invalicabili, con tutte le negatività più desolanti, perché il suo desiderio di ritornare al padre non cede, è tuffato nei gorghi della storia umana, trascinato dal desiderio travolgente del Figlio che vuole consegnarsi al Padre.
Gesù punta verso il Padre, corre verso il Padre, desidera ritornare al Padre, il regno dei cieli è il Padre suo e se Gesù predica il regno che viene, sta rivelandoci quale intimità lo lega al Padre. La forza del suo desiderio di Figlio vale come annuncio per gli uomini di questo mondo che rivela l’aprirsi di una strada. Strada che ha valore universale, che consente d’incrociare tutte le altre strade percorse dagli uomini nella loro storia. Tutte le altre strade, la intera storia umana, si ricapitolano in questa strada che il Figlio ora percorre ed è proprio Lui che ce la rivela. Chiamato dal Padre, sollecitato dal Padre, riconosciuto dal Padre, amato dal Padre, il Figlio nel suo desiderio infinito trascina il mondo intero lungo la strada che Egli sta percorrendo in prima persona. Non a caso parte dalla Galilea, ossia, dal punto più basso, parte dal fondo del pozzo.

p. Pino Stancari sj, superiore della comunità dei gesuiti di Rende (CS)

 

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