17/01 #persona

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PERSONA: al di sopra di ogni norma c’è l’uomo, la sua identità, la sua dignità.

“Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.” [Platone]

Mc 2,23-28
Avvenne che, in giorno di sabato Gesù passava per i campi di grano, e i discepoli, camminando, cominciarono a strappare le spighe. I farisei gli dissero: “Vedi, perché essi fanno di sabato quel che non è permesso?”.
Ma egli rispose loro: “Non avete mai letto che cosa fece Davide quando si trovò nel bisogno ed ebbe fame, lui e i suoi compagni?
Come entrò nella casa di Dio, sotto il sommo sacerdote Abiatàr, e mangiò i pani dell’offerta, che soltanto ai sacerdoti è lecito mangiare, e ne diede anche ai suoi compagni?”. E diceva loro: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato”.

Quando la fede perde i vincoli con le proprie radici e si alimenta solo di esteriorità di solito produce un moltiplicarsi di norme e un intrigo di leggi. Succedeva anche ai tempi di Gesù.
La conseguenza più emblematica che ne deriva è un inasprito formalismo esteriore di cui i farisei erano i principali fautori. Essi vengono presentati sempre con gli occhi puntati su Gesù e sui suoi discepoli con l’unico desiderio coglierli in fallo per poi accusarli. Ecco che, come mostra il testo evangelico di oggi, anche il raccogliere qualche spiga matura diventa un’occasione per loro per rivolgere una critica e ciò si scontra profondamente con la novità portata da Gesù.  Gesù infatti è venuto a riportare la libertà ai figli di Dio e fa di tutto per sciogliere dai legacci della legge tutti coloro che accolgono la sua parola per condurli verso un’autenticità delle fede.
Ricordandoci che il Sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il Sabato, Gesù dice certamente qualcosa che scandalizzava i benpensanti religiosi di allora, perché nell’Antico Testamento questa norma era un valore assoluto ma Gesù la cambia radicalmente, al centro ora c’è il valore della persona umana; al di sopra di ogni norma c’è l’uomo, la sua identità, la sua dignità.
Il Vangelo è contro ogni cieca rigidità, contro ogni fanatismo; chiede il sacrificio di se stessi ma sempre alla luce della misericordia di Dio. Una religione che dimentica Dio è atea, allo stesso tempo anche quando una religione perde di vista l’uomo è atea, perché Dio è sempre a fianco della sua creatura.

p. Matteo Daniele sj della comunità dei Gesuiti della Chiesa Universiatria di S. Frediano in Pisa

 

 

 

 

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