25/01 #guarire

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Conversione di San Paolo: andare nel mondo per GUARIRE


“La guarigione è legata al tempo e a volte anche alle circostanze.” [Ippocrate di Coo]

 

Mc 16,15-18
In quel tempo, Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.

Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».


Papa Francesco parla spesso di “Chiesa in uscita” e della Chiesa come “ospedale da campo”, le ultime parole di Gesù nel Vangelo di Marco spingono la piccola e stordita comunità degli apostoli ad “andare in tutto il mondo per … guarire”!

È Lui che manda, è lui che guarisce! Il Signore, però, cerca collaboratori, sa che vivere così, “in uscita”, è molto bello, molto umano … si diventa migliori, allora vuole condividerlo con noi, con me, mi invita a far parte della sua squadra per giocare la partita della vita (risorta!)
Oggi ricordiamo l’inizio della conversione di S. Paolo, anche a lui il Risorto ha fatto una proposta: “fermati, non vedi che sei cieco? Tu stai cercando la vita, allora perché porti la morte?”
Da qui inizia il cammino dell’apostolo delle genti. Sarà guarito dalla sua cecità e aiuterà generazioni e generazioni di credenti a “vedere” come il Risorto li guarisce, così che anche loro possano uscire e collaborare a guarire.

Oggi finisce la settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani … ma non finisce la nostra preghiera

p. Stefano Titta sj, superiore della comunità dei Gesuiti della Chiesa Universitaria di S. Frediano in Pisa

24/01 #vincolo

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VINCOLO: si “appartiene” se … si “fa l’amore”!

“Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.” [Giorgio Gaber, Canzone dell’appartenenza]

Mc 3, 31-35
In quel tempo, giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

Davanti a Gesù non ci sono vincoli prefissati, non ci sono diritti derivanti dal legame di sangue o di appartenenza! In realtà, puoi essere figlio perduto anche senza bisogno di lasciare la casa ( cfr Lc 15, 25 – ss).
Vuol dire che il Signore è indifferente ai legami? No! Anzi, ci tiene molto, ma sono di altro tipo. “Non chi dice Signore Signore, ma chi fa la volontà del Padre!” (Mt 7,22) Ecco la nuova parentela di Gesù, si “appartiene” se … si “fa l’amore”! Quando e dove si compie il bene che è realizzare il sogni di Dio (= la sua volontà): un mondo di fratelli e sorelle, un mondo di madri nella relazione di pace.

Continua a pregare per l’unità, chiediti come posso essere oggi “fratello o sorella”, forse anche come posso essere “madre”?

p. Stefano Titta sj, superiore della comunità dei Gesuiti della Chiesa Universiatria di S. Frediano in Pisa