04/02 #tempidiversi

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TEMPI DIVERSI: C’è un tempo per immergersi … E c’è un tempo per rileggere .. Nella vita di fede a ciascuna cosa va dato il suo tempo…

“Il tempo per (ri)leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.” [D. Pennac]

Mc 6, 30-34
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.

Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Nella vita del discepolo non è sufficiente essere pronti a partire, a immergersi nella realtà e nella sua varietà di esperienze, ma a bisogna anche saper tornare. Ma che cosa significa il tornare per il discepolo di Gesù?
In primo luogo il tornare significa sapere fare un passo indietro e prendere le distanze rispetto a tutto ciò che si è vissuto e in cui si è immersi. Accettare cioè di vedere “dal di fuori”, con un atteggiamento più libero e meno coinvolto, quanto prima si era vissuto “standoci dentro”.
In seguito si tratta dell’imparare a raccontare al Signore e ai compagni di cammino quello che ciascuno ha vissuto e soprattutto come lo ha vissuto: bisogna saper far sintesi, cogliere ciò che è essenziale, cercare le parole più giuste, prestare attenzione non solo ai fatti ma al “gusto” che hanno lasciato in noi attraverso i pensieri, le intuizioni, i sentimenti, le emozioni e i desideri che hanno suscitato.
Fare questa esperienza di “rilettura” di quanto si vive, mettendosi alla presenza del Signore e condividendola con la comunità, è il tempo proprio di quella preghiera che rendi liberi dall’ansia del dover sempre fare molte cose e dalla paura di esserne schiacciati.

p. Iuri Sandrin sj, della comunità dei Gesuiti della Chiesa Universitaria di S. Frediano in Pisa

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