21/02 #grandezza

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GRANDEZZA: cosa serve per essere grande? E più ancora il “più” grande per sentirsi vivo e qualcuno?

“La prova principale della vera grandezza di un uomo consiste nella percezione della propria piccolezza.” [sir Arthur Conan Doyle]

Mc 9,30-37
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.

Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

E’ difficile per noi, Signore, cambiare mentalità, come per i tuoi primi discepoli. Tu, lungo il cammino, cercavi di preparagli a quello che ti sarebbe capitato a Gerusalemme, e questo non come un destino già deciso da sempre, ma come qualcosa che non puoi non scegliere e volere per narrare il vero volto di Dio. Tu ci riveli il vero volto del Padre che ci ama non in forza della nostra risposta, ma gratuitamente e ci viene incontro facendosi carico del nostro eventuale rifiuto, anche quello più violento. Un amore che non si ferma neanche di fronte alla morte. Per noi è difficile accogliere questo Volto, abituati ad amare e a essere amati per quello che facciamo per gli altri I discepoli preferiscono tacere e parlare di quello che gli sta veramente a cuore: chi fra loro, fosse il più grande. Ci sorprendiamo Signore del tuo amore paziente verso di noi. Come per loro, ci chiami vicino a te e prendendo un bambino, un piccolo, un povero ce lo mostri e ci indichi come la vera grandezza non sia nell’innalzarsi mettendo i piedi sulle teste degli altri e schiacciandoli, ma scoprire la propria e altrui piccolezza amata da te che ti chini verso di noi.

Franco Annicchiarico sj, superiore della comunità dei Gesuiti di Bari

 

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