24/02 #insieme

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INSIEME: l’uomo e la donna, il mistero dell’Amore, la chiamata a essere una sola carne

“Quando due persone sanno tutto l’una dell’altra, il mistero della vita diventa fra di loro infinitamente grande. E solo in questo amore sanno tutto l’una dell’altra, si conoscono per intero. Eppure, quanto più si amano e quanto più sanno l’una dell’altra nell’amore, tanto più profondamente si rendono conto del mistero della loro vita. Che l’altro mi sia così vicino, questo è il mistero più grande.” [D. Bonhoeffer]

Mc 10,1-12
In quel tempo, Gesù, partito da Cafàrnao, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare.
Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

Al tempo di Gesù si discuteva tra i rabbini, del motivo sufficiente per un uomo di ripudiare la propria moglie. C’era chi diceva che bastava che avesse bruciato la cena, e altri che invece ci fosse bisogno di motivi più seri. Come sono difficili le relazioni di amore di coppie, quanti desideri e quante delusioni, quante gioie e quante sofferenze e violenze, e quanta solitudine! Ma, mentre gli scribi si fermano a ratificare il fallimento e la possibilità di uscirne, che era permessa solo agli uomini (le donne non potevano ripudiare il proprio marito), Gesù richiama il desiderio del Dio della vita, che cioè l’immagine di Dio creata maschio e femmina, possa nell’amore diventare una storia, un amore capace di esserci sempre, rimanendo diversi, anzi, favorendo la nascita di ciascuno alla propria verità nello sguardo dell’altro. Chiamati a essere una sola carne che vuol dire la nostra esistenza nella sua fragilità: una sola carne in cui l’uno prende cura della fragilità altrui e la custodisce. Grande è questo mistero dirà poi San Paolo!

p. Franco Annicchiarico sj, superiore della comunità dei Gesuiti di Bari

 

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