02/03 #gloria

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La GLORIA della lotta quotidiana di fronte al male del mondo


“L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico: non importa, amalo” [Madre Teresa di Calcutta]

Lc 9,22-25
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

Quale gloria si immaginavano i discepoli e la folla al sentir parlare di “figlio dell’uomo” e “messia”? Ma la gloria di Dio non è quella di chi primeggia sugli altri in potere, denaro o fama. È invece la gloria di chi, per amore, prende su di sé la croce del male del mondo, che è il peccato (ovvero l’egoismo che genera ingiustizia o “inequità”). In questo senso “prender la croce” non è la rassegnazione di fronte alle sofferenze che mi capitano, ma la lotta (“ascesi” in greco) quotidiana per farmi attento al dolore di chi soffre e per impegnarmi a cambiare tanto il mio cuore, quanto le inique regole del gioco.

p. Marco Colò sj della comunità dei gesuiti di Scampia (NA)