03/03 #digiuno

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Le ragioni del DIGIUNO: riprendere il cammino

Sai che la sofferenza d’amore non si cura Se non con la presenza della sua figura” [G. Russo, ispirata da San Giovanni della Croce]

Mt 9,14-15
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

Perché mi è stato tolto lo sposo? Come ho finito per ritrovarmi senza la sua compagnia?
È forse stata la ripetitività dei miei impegni quotidiani a sottrarmelo? La passione della sfida dei primi giorni ha lasciato il posto alla convenienza di una routine senza rischi.
O forse sono i che gli ho volontariamente voltato le spalle? Non ho potuto sopportare il suo amore senza falla davanti al mio incostante amare.
Qualunque ne sia la ragione, è ormai tempo di riprendere il cammino. «Ho aperto all’amato mio, ma l’amato mio se n’era andato, era scomparso. Io venni meno, per la sua scomparsa; l’ho cercato, ma non l’ho trovato, l’ho chiamato, ma non mi ha risposto (Ct 5,6).

p. Marco Colò della comunità dei gesuiti di Scampia (NA)