17/03 #giustizia

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Rispondere alla giustizia violata con amore

“Siate custodi dei doni di Dio. Quando non ci prendiamo cura del creato e dei nostri fratelli, allora, trova spazio la distruzione, e il cuore inaridisce.” [papa Francesco]


Mt 21,33-43.45-46

In quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò.
Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono. Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero.
Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli? ».
Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri? Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare.»
Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo. Ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta.

Ognuno è artefice del proprio destino. Gesù, nel raccontare la parabola dei vignaioli malvagi ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo, fa emergere una triste verità dei loro cuori. Purtroppo la solidarietà al male ha accecato i loro occhi. Non si sono resi conto che ciò che loro detestato sia anche ciò che faranno successivamente. Non solo, ma la reazione violenta e brutale che loro auspicano (“farà morire miseramente quei malvagi”) riguardo alle ingiustizie presentate, è la violenza cieca, fonte di ingiustizie, che hanno nel loro cuore. Anche noi dobbiamo stare attenti a ponderare i nostri pensieri e le nostre parole quando guardiamo i mali del mondo. In nome della giustizia violata, si commettono gli abbomini peggiori. La quaresima diventa un momento privilegiato per vagliare ciò che si sente nel proprio cuore, per capire come rispondere al meglio alle ingiustizie che si vedono, senza astio, rabbia e spirito di vendetta!

p. Walter Bottaccio sj della comunità dei gesuiti di Scampia (NA)