28/03 #guarigione

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IL PROFETA DI NAZARETH PORTA VITA ALLE INFERMITA’ UMANE

“Essere liberi non significa nient’altro che stare nell’amore: stare nella verità di Dio.” [Dietrich Bonhofer]

Gv 5,1-16
Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina?”». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

Dopo aver raccontato, attraverso un crescendo di segni, incontri e dialoghi individuali il modo con cui Gesù dischiude la vita a coloro che a Lui si rivolgono con fede, l’evangelista conduce il lettore ad un punto di svolta nella narrazione. In seguito alla guarigione in giorno di sabato   del paralitico abbandonato presso la piscina di Bethesda che sulla parola di Gesù lascia  il suo lettuccio e riprende  a camminare ed alle parole con cui Gesù la giustifica, si manifesta il conflitto con i Giudei custodi della Legge ebraica. Ostilità che nel prosiego del ministero di Gesù lo porterà alla sua Pasqua di morte e  resurrezione. Terreno comune  del dialogo tra i Giudei ed il paralitico, e tra i Giudei e Gesù è la guarigione dell’infermo gesto che configura la  violazione delle prescrizioni del  sabato. Lo scandalo e la persecuzione dei Giudei più a fondo riguarda la sua dichiarazione <<Dio suo padre, facendo se stesso eguale a Dio>> (v. 18), che manifesta un <<potere di vivificare>> (v.21)  del Profeta di Nazareth che porta vita alle infermità umane, a cui Giudei chiudono gli occhi,   perchè disconoscono un Dio di vita.

p. Domenico Pizzuti della comunità dei gesuiti di Scampia (NA)

Un pensiero su “28/03 #guarigione

  1. Iuliana ha detto:

    I Giudei che disconoscono il Dio della vita. Proprio così. Gesù unisce il Dio della vita con quello della dottrina mettendo al centro la persona.

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