14/04 #amorefolle

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L’AMORE FOLLE

“Per il cristiano non si tratta di annientarsi nell’ombra della croce, ma di salire nella sua luce.” [Teilhard De Chardin]


Passione del Signore secondo Giovanni (18,1 – 19,42)

Ecco la grande notte che vede Gesù in preghiera andare incontro al suo destino. Tutto è pronto, ora, e il Signore sa che solo così potrà dimostrare che le parole che ha detto non sono solo i discorsi di un esaltato, ma la definitiva manifestazione del volto di Dio. Altro è parlare, altro pendere da una croce! Eppure quella notte è la madre di tutte le lotte, di tutte le tentazioni. Perché mai Gesù dovrebbe andare a farsi uccidere? Per gli apostoli che non hanno capito la gravità della situazione? Per la folla di Gerusalemme che sembra già averlo dimenticato? Per i capi religiosi del popolo e i farisei che lo vivono con esplicita insofferenza? Per quale misteriosa ragione il suo sacrificio dovrebbe cambiare qualcosa? La grande tentazione di Gesù. L’ultima tentazione di Cristo, è la consapevolezza che la croce può essere un sacrifico inutile, eccessivo… Tutti siamo disposti a sacrificarci per qualcuno, a patto che il nostro sacrificio serva! Gesù accoglie il rischio di essere il per sempre dimenticato. Si dona, si offre, si consegna. La Chiesa, oggi, smette le solenni vesti liturgiche e si fa silenziosa e penitente, partecipando allo spettacolo di un Dio che muore per amore folle!

p. Massimo Annicchiarico sj della comunità dei gesuiti di Scampia (NA)

Nell’acqua del catino. L’angoscia

rigantur mentes

L’angoscia

Ormai è notte.

È già notte.

E non so se l’alba tornerà.

Mai, come in questo momento, ho avuto paura del buio.

Ho paura del buio che c’è nel mio cuore.

Il buio che non mi fa vedere dove andare. Non so dove mettere i piedi.

Non so più di chi fidarmi.

Mi sento abbandonato, solo.

Sembra che a nessuno interessi quello che mi porto nel cuore.

Abbiamo mangiato senza guardarci.

Come un malato al quale non hai il coraggio di dire che sta morendo.

Giuda ha scelto la sua strada: non ha più la pazienza di aspettare un Dio che sembra assente.

È uscito, portandosi dietro la sua insofferenza.

Gli altri mi sono rimasti accanto senza convinzione.

Pietro, amico mio, non ti riconosco più!

Tu che hai sfidato il mare e le tempeste, oggi nascondi una spada sotto il tuo mantello.

Pietro, hai sempre avuto paura di soffrire.

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