Nell’acqua del catino. L’angoscia

rigantur mentes

L’angoscia

Ormai è notte.

È già notte.

E non so se l’alba tornerà.

Mai, come in questo momento, ho avuto paura del buio.

Ho paura del buio che c’è nel mio cuore.

Il buio che non mi fa vedere dove andare. Non so dove mettere i piedi.

Non so più di chi fidarmi.

Mi sento abbandonato, solo.

Sembra che a nessuno interessi quello che mi porto nel cuore.

Abbiamo mangiato senza guardarci.

Come un malato al quale non hai il coraggio di dire che sta morendo.

Giuda ha scelto la sua strada: non ha più la pazienza di aspettare un Dio che sembra assente.

È uscito, portandosi dietro la sua insofferenza.

Gli altri mi sono rimasti accanto senza convinzione.

Pietro, amico mio, non ti riconosco più!

Tu che hai sfidato il mare e le tempeste, oggi nascondi una spada sotto il tuo mantello.

Pietro, hai sempre avuto paura di soffrire.

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