29/04 #sapienza

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Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli

“All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona”. [Benedetto XVI]

Mt 11,25-30
In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».


Vuoi veramente conoscere Dio? C’è una sola condizione da adempiere: frequentare Gesù. Solo Lui manifesta, concretizza nel suo agire, nelle sue parole, in tutta la sua vita, quel Dio-Amore che è venuto a rivelarci.
Perché Dio si manifesta in una storia – la nostra storia – che viene a vivere con noi. Gesù è la manifestazione piena di Dio. Per questo il Signore ancora una volta ci chiama a se e ci sollecita ad un incontro personale con lui.
Questa è la strada per conoscerlo e amarlo: “nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”. Gesù con il suo farsi compagno di viaggio di ogni uomo ci dice che conosce profondamente la nostra situazione, le nostre preoccupazioni, le nostre pene e i nostri fardelli. E di tutto ciò vuole darci ristoro. Non abolendo tutto, come per effetto di una bacchetta magica, ma facendosi totalmente solidale con la nostra condizione umana. Per aiutaci a capire cosa ciò significa utilizza l’immagine del “giogo”. Non si tratta di essere rassegnati, sottomessi, ma solidali. Un giogo serve a legare due animali perché possano tirare insieme, nella stessa direzione. Gesù, solidale con la nostra condizione umana, si impegna a tirare nella stessa direzione per far ripartire la nostra umanista impantanata. Il peso di Gesù è leggero perché è donato all’uomo, al suo desiderio, alla sua volontà di vivere, alla sua felicità. Egli è il nostro riposo.

p. Enzo Greco sj della comunità dei gesuiti di Catania

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