30/09 STA PER … CONSEGNARSI

“Non accettate nulla come verità che sia privo di amore. E non accettate nulla come amore che sia privo di verità! L’uno senza l’altra diventa una menzogna distruttiva” Edith Stein

In quel tempo, mentre tutti erano pieni di meraviglia per tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini».

Ma essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento. Lc 10,43-45

Quando ci mettiamo alla sequela del Signore, a volte, rischiamo di passarGli davanti per indicarGli la via. Ecco, allora, che usciamo con le nostre funi in mano pronti a tracciare e misurare  confini. Dentro le mura delle nostre parrocchie ci sentiamo al sicuro. La nostra divisione tra buoni e cattivi può non essere sempre accurata ma ci lascia, almeno, l’illusione di poter controllare la Salvezza. Altre volte, invece, Lo seguiamo un po’ alla cieca.  Gustiamo la bellezza dei suoi doni, beviamo e mangiamo alla sua mensa, facciamo festa con i nostri fratelli. Ed ecco che vorremmo rimanere in una Pasqua perenne! Per fortuna il Signore ci custodisce “come un pastore il Suo gregge” e non ci lascia soli in questo cammino. Se abbiamo il coraggio di lasciarci portare da Lui, scopriamo che il Suo amore supera i nostri pregiudizi e abbraccia nazioni numerose. Se accettiamo poi di guardare in profondità, ci accorgiamo che questo abbraccio ha i segni della passione e della croce. Queste ferite non devono spaventarci. Non sono lì per instillare in noi sensi di colpa. Ci ricordano, piuttosto, che il Signore è venuto ad abitare in mezzo a noi e non ci lascia mai soli. Nella gioia, così come nel fallimento. Nelle delusioni, così come nelle conquiste Lui è presente. Ecco la buona Novella che trasforma i nostri lutti in gioia.

29/09 ANGELI: dalla terra al Cielo

Oggi è la festa degli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. Invochiamoli affinché in ogni momento ci ricordino la presenza di Dio. Papa Francesco

In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità».

Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico».

Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!».

Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!».

Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo».

Siamo amati perchè siamo guardati, siamo guardati perchè siamo amati. Solo scoprendo e comprendendo lo sguardo di Amore del Signore è possibile aderire pienamente a quello che si è, senza falsità, senza paura, senza ansia e rabbia per quello che non si è. Ma come scoprire e comprendere questo sguardo d’amore? Gesù, Signore dell’Amore, ci dà le istruzioni: prendere un tempo per stare sotto il fico, cioè un tempo quotidiano per raccogliersi e fermarsi; prendere consapevolezza di essere guardati da Qualcuno con amore e compiacimento (io ti ho visto quando eri sotto il fico – Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità ); lasciare ogni pensiero al proprio vagare come le nuvole dipanarsi (vedrete il cielo aperto); entrare nella relazione con lo Spirito di Dio attraverso l’accoglienza delle emozioni, ricordi e pensieri che ci parlano della tenerezza, della meraviglia e della delicatezza, attraverso quei messaggi di bellezza che ci parlano di noi e della nostra vita (vedrete gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’Uomo)

Da Mounira della Rete Loyola di Bologna

28/09 PROVARE per CREDERE… CREDERE per PROVARE…

“Il Signore ha messo la Verità nel cuore di ciascuno, e non è possibile equivocarla” (C. Corbella Petrillo).

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».

Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

Da sempre Dio ha messo delle sentinelle sul nostro cammino a illuminare la via. Spesso noi preferiamo girarci dall’altra parte, non guardare. Così quando il Signore bussa alla nostra porta e chiede di essere accolto, noi preferiamo rimandare. “Non è ancora il momento di ricostruire la Tua casa”, Gli diciamo. A volte, siamo talmente spaventati dall’accogliere il Suo amore che preferiamo ucciderLo. Eppure Lui torna. Torna nella voce dei profeti, nella testimonianza dei santi, nei piccoli gesti quotidiani di chi non si arrende al male. Noi possiamo chiuderci nelle nostre paure e limitarci ad essere spettatori curiosi che Lo scrutano in lontananza. Oppure possiamo smettere di farci i nostri films e accettare di fare esperienza diretta di quella gioia piena che solo Lui può donarci. Troppo bello per essere falso.. Provare per credere…. Credere per provare.

di Maria Pia (giovane lavoratrice, collaboratrice del centro universitario Poggeschi dei Gesuiti di Bologna)

Ti assicuro che sono un affare! Come vendersi sulla piazza del mercato

rigantur mentes

Meditazione sul Vangelo

della XXV domenica del T.O. anno A

24 settembre 2017

Mt 20,1-16

Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

Don Milani, Lettera a una professoressa

Tra le mie letture di adolescente disadattato, ricordo un libro di un gesuita americano, Thomas Green, dal titolo inquietante: Buio sulla piazza del mercato. Faceva parte di una piccola collana sul tema del discernimento. Questo testo si concentrava in particolare sul tempo della desolazione, quando ti rendi conto che la vita sta passando e non sei stato ancora capace di darle un senso. Sulla piazza del mercato, là dove hai offerto la tua vita, dove hai aspettato che qualcuno ti riconoscesse per le tue qualità, dove hai aspettato di essere valorizzato, il sole comincia a declinare. Ormai è quasi notte. E la vita ti sembra sprecata.

mercato medievaleÈ l’immagine che Gesù riprende in questa parabola

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23/09 PRENDERE IL VOLO: dai spazio al terreno buono del tuo cuore

Risorgi nel tuo cuore, esci fuori dal tuo sepolcro. Perché quando eri morto nel tuo cuore, giacevi come in un sepolcro, ed eri come schiacciato sotto il peso della cattiva abitudine. Risorgi e vieni fuori! Agostino d’Ippona

In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano. Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.

Puoi prendere il volo! Puoi realizzare i tuoi desideri più autentici e profondi, se dai spazio al terreno buono del tuo cuore.

Se ascolti e segui quella gioia che ti apre agli altri e contemporaneamente riporta a te stesso, tutto attorno ed in te riprenderà vita; anche attraversando sofferenze e paure…

Dio sogna per te solo questo; è l’unico motivo per cui esce a seminare!

22/09 RINVIGORIRE: Egli è Colui che ti cerca per darti nuova forza

L’amore è responsabilità di un io per un tu. Una moltitudine umana si muove attorno a te? Tu sei responsabile delle sue necessità. Martin Buber

1 In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici 2e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; 3Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni. Lc 8,1-3

Gesù desidera incontrare la tua vita, la tua storia. Nella tua storia vuole aprire orizzonti di pienezza e di gioia.

Per questo motivo è Lui che si mette in cammino per raggiungerti … basta che lo accogli… forse … basta poco

Ti cerca non per cambiarti, non per violentarti, ma per ridonare alla tua vita quella forza che sembri aver smarrito, quella pace che tante vicende sembrano togliertela … viene per te, per il tuo bene … Accoglilo … così lo seguirai.

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