FRANCESCO: saper lodare…

“L’uomo è creato per lodare, riverire e servire Dio nostro Signore” Ignazio di Loyola

“…… Tu sia lodato, mio Signore e insieme a Te tutte le creature…Tu sia lodato, mio Signore, per quelli che perdonano in nome del Tuo amore e sopportano malattie e sofferenze. Beati quelli che le sopporteranno in pace, perchè saranno incoronati. Tu sia lodato, mio Signore, per la nostra morte corporale…. Lodate e benedicete il mio Signore, ringraziateLo e serviteLo con grande umiltà.” San Francesco d’Assisi

Spesso nella vita ci abituiamo a quanto ci circonda e iniziamo a dare per scontate le persone  che ci accompagnano, i nostri talenti, la bellezza della natura e dell’arte, le comodità del progresso. Indotti a pensare in termini di meritocrazia, passiamo le giornate a rincorrere la nostra dose di successo. E, così, viviamo costantemente proiettati nel futuro, alla ricerca di conferme, nell’illusione di controllare la nostra vita e quella degli altri. Eppure il Signore è venuto a riscattarci da questa condizione di morte e a indicarci il sentiero che ci conduce ad una gioia piena. “Guardate ai piccoli”, ci dice. Ma chi sono i piccoli? Non sono gli ingenui o gli sprovveduti!Sono piuttosto coloro che hanno bisogno della relazione con l’Altro per vivere. Si loda perché si è piccoli, si è piccoli perché si loda. Come i bambini gioiscono dei doni ricevuti dai genitori, così i nostri cuori sono chiamati ad esultare per ciò che abbiamo.  E anche quando pensiamo di avere poco, se guardiamo in profondità, ci accorgiamo che le nostre ceste sono piene. Essere piccoli vuol dire anche affidarsi nelle braccia del Padre, sicuri di poter contare su di Lui nei momenti difficili. Questa relazione filiale non richiede circoncisioni, ma la purezza del cuore. Un cuore come quello di San Francesco, capace di lodare per il sole e per le stelle, così come per ‘sorella morte corporale’. Per fortuna anche questa capacità è sottratta alle logiche meritocratiche e non dipende dai nostri sforzi. La nostra libertà è chiamata ad accettare il Suo aiuto, al resto ci pensa Lui.

Dalla Rete Loyola di Bologna

04/10 Francesco, va’ e ripara la mia casa!

Avevo il cuore in subbuglio, non sapevo cosa fare della mia vita, qual era il progetto di Dio per me. Quelle settimane passeggiavo tanto e la mia meta preferita era la chiesetta diroccata di San Damiano, poco fuori delle mura di Assisi.

Chissà da quando non si celebrava la Messa in quella chiesetta, quando ci andavo vedevo qualche contadino che, dopo il lavoro, entrava e pregava, qualche bambino portava talvolta qualche fiori di campo.

I temporali avevano rovinato le mura e il tetto, che ormai era crollato del tutto, il pavimento non c’era più, c’erano pietre tutto intorno. Quel giorno c’era tanto silenzio, tanta pace e tranquillità. Era una bellissima giornata di sole che ormai volgeva al tramonto.

Sono entrato, come al solito nella chiesetta, mi sono avvicinato al grande Crocifisso e ho iniziato a pregare. Ho pensato al mio animo tanto turbato, alla ricchezza che possedevo, ma anche a quella chiesetta diroccata e alle persone povere che incontravo ogni giorno per le vie di Assisi.

Immerso nei miei pensieri ho alzato gli occhi verso il Cristo in croce e ho sentito una voce molto chiara nel mio cuore: “Va’ Francesco, ripara la mia casa, che come vedi, va in rovina!”.

Sono rimasto ammutolito e senza parole, ma sentivo già la risposta nascere dentro di me: “Sì, Signore… dimmi cosa devo fare”.

Alla fine della mia vita ho capito che Gesù voleva che io riparassi la sua casa, ma anche che mi donassi ai poveri e a tutti gli uomini e costruissi così una Chiesa più vera e più bella, come la voleva lui!