24/10 – Quanto resta della notte?!

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“Sono da secoli o da un momento fermo in un vuoto in cui tutto tace,
non so più dire da quanto sento angoscia o pace,
coi sensi tesi fuori dal tempo, fuori dal mondo sto ad aspettare
che in un sussurro di voci o vento qualcuno venga per domandare…”
(Francesco Guccini)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese;
siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!». (Lc 12,35-38)

Il gesto di “cingersi le vesti” è il gesto di chi ha da fare, un po’ come l’attuale “rimboccarsi le maniche”: mettere “la cintura ai fianchi” ci rende pronti a partecipare, liberi nel muoversi. Gesù racconta due tipi di attesa: da una parte c’è chi deve star fermo per accogliere ciò che (o chi) arriva e bussa; dall’altra chi è in cammino, che ha urgenza di arrivare per condividere la propria gioia, per trovar riposo e pace.

La tensione fra queste due attese permane sino a notte fonda, quando i rumori si placano, la luce manca e le ombre si allungano: la notte è il momento in cui ci assalgono la stanchezza, lo scoraggiamento e l’angoscia che provoca il buio! In questo buio, “cingersi i fianchi” per prendersi cura della casa, della propria persona e degli altri, mantenere alta la luce della fiducia e della speranza, permette di vincere l’attesa.

Gesù ci invita ad essere pronti e svegli, ad allargare gli orizzonti delle nostre prospettive, a confidare in Lui come Signore della festa, del nutrimento e della realizzazione. Alla fine del racconto il padrone di casa, contento di aver trovato i suoi, svegli e pronti, prepara un banchetto e si mette a servire: la situazione è totalmente ribaltata!

Non cedere all’inerzia ci consente di lasciarci coinvolgere, non perdere le speranze ci permette di cogliere l’invito a vivere pienamente la vita e ad amarla sapendo che, anche nelle fasi più buie, si cela una buona notizia, una bella novità non-più-attesa.

  • Verso dove sono pronto a partire, con la cintura ai fianchi?
  • Quanto sono disposto ad allargare le mie prospettive?
  • Come risveglio il mio tono spirituale quando mi addormento?

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