30/10 – Lasciati toccare!

Guarire è toccare con amore ciò che abbiamo precedentemente toccato con paura.

(Stephen Levine)

In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga il giorno di sabato. C’era là una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in nessun modo. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei libera dalla tua infermità», e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio. Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato». Il Signore replicò: «Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott’anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?». Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

Lc 13, 10-17

Gesù è pronto a curare i nostri mali, in ogni luogo e in ogni tempo.

Possiamo anche aver aspettato diciotto anni, ma nel momento esatto in cui ci rivolgiamo a lui comincia il processo di guarigione. I primi effetti si palesano subito, ma è quando ricominciamo a glorificare Dio che, tornati alla ragione della nostra esistenza, possiamo affermare di aver cominciato a guarire.

Benché in quel momento stesse insegnando, Gesù si interrompe e tocca la donna per liberarla: viene in nostro soccorso rispondendo al nostro specifico bisogno, guarendo il nostro specifico male. Il nostro salvatore non è un medico superficiale e distratto che somministra rimedi generici: egli si avvicina ad ogni singola ferita, non all’idea astratta e lontana di un male imprecisato.

Il maestro della sinagoga si piega a toccare il corpo ammalato, se e quando è necessario per la liberazione.

Per Dio non c’è nulla di più importante del nostro ritorno a lui!

Il tocco di Cristo è il mezzo di ogni guarigione: le sue mani imposte sul nostro corpo curvo ci restituiscono la postura della dignità e così, liberati dalle nostre malattie, finalmente riusciamo a drizzarci, possiamo tenere alta la testa e cambiare prospettiva.

 

  • Sono ricurvo su me stesso?
  • Voglio essere guarito?
  • Dove ho bisogno che Gesù mi tocchi, per guarire?

 

Rete Loyola Bologna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...