29/12 – Mi fido di Te!

fiducia

Perché anche la fede è una forma d’abbandono.

Michela Marzano

 

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. 
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 
Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: 
«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; 
perché i miei occhi han visto la tua salvezza, 
preparata da te davanti a tutti i popoli, 
luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». 
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 
Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima».

Lc 2,22-35

 

Oggi ci viene presentato il mistero della storia di ciascuno di noi che si realizza, l’incomprensibile compiutezza delle promesse di Dio per me, la mia famiglia, la tua, tutto il suo popolo. Questa promessa è custodita nel corpicino di un bimbo, figlio dell’uomo e figlio di Dio – e, a dire di Simeone, “segno di contraddizione”. Infatti Gesù è uno scandalo per la morale comune degli uomini fatta di leggi e prassi inamovibili: è pura follia pensare di trovare pienezza e giustizia nell’amare il prossimo come se stessi.

Ma come fa Simeone ad esserne così sicuro? Simeone è l’uomo giusto e affidato, è l’uomo capace di svuotarsi di se stesso per lasciare che sia Dio ad essere sue gambe e sua bussola per il cammino, nonostante questo sia buio e sconosciuto.

Allora seguiamo l’esempio di Simeone: abbiamo fede, abbiamo coraggio di camminare su sentieri sconosciuti e su gambe che non sono le nostre, affidati al Signore che c’è e farà grandi cose per noi.

 

 

  • E io come vivo l’attesa di un evento importante per la mia vita?
  • Ho il coraggio di accogliere Gesù che viene a liberarmi dai miei idoli e chiusure?
  • Come posso seguire l’esempio di Simeone, nella mia vita?

I.D.L.

 

 

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