5/1 – Incontri speciali

5-1

L’incontro è riserva di luce.

Ermes Ronchi

 

In quel tempo, Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse: «Seguimi». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo incontrò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret». Natanaèle esclamò: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo».

Gv 1, 43-51

 

I giorni trascorsi da Gesù nei pressi del Giordano, dove era andato per ricevere il battesimo di Giovanni, sono ricchi di incontri. Qui sono ricordati i nomi di Filippo, Andrea, Pietro e Natanaèle, ma tanti altri uomini e donne hanno incrociato il loro cammino con quello di Gesù, alle volte in modo imprevisto, altre volte perché il passaparola di un amico ha reso tutto ciò possibile.

E ognuno di questi incontri ha avuto un gusto speciale, unico, irripetibile. Basta chiederlo a Natanaèle, che non era certo molto ben disposto nei confronti di questo uomo che veniva da Nazaret. Era vittima di tanti stereotipi, ma è rimasto del tutto spiazzato dalle parole, piene di stima e di amore, che Gesù gli rivolge, tanto da chiedergli: «Come mi conosci?».

Natanaèle è sorpreso dalle parole ascoltate, chissà che Gesù non l’abbia aiutato a prendere coscienza di un aspetto della sua vita che non aveva ancora messo a fuoco!

Per questo ogni incontro con Gesù è speciale: non si resta mai fermi alla superficie delle cose, bloccati dai pregiudizi e dai luoghi comuni, ma si va in profondità, crescendo nell’amicizia, conoscendo un po’ meglio chi è il Rabbì che viene da Nazaret e chi sono io.

 

 

  • Posso ringraziare qualche persona per essere stata il mio “gancio” nell’incontro con il Signore?
  • Mi capita di essere vittima di stereotipi o luoghi comuni che mi impediscono di aprirmi al Signore o agli altri?
  • Nell’ultimo periodo che cosa ho scoperto di nuovo sul Signore e su di me?

 

 

p. Giuseppe Riggio SJ

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...