6/1 – Desidero andare, mi chiama l’Amore!

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L’aspirazione alla Bellezza coincide con la ricerca dell’Assoluto e dell’Infinito

Pavel Evdokimov

 

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano:
«Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo».
All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme.
Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia.
Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele.
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella
e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.
Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.
Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Mt 2, 1-12

 

Non folklore, ma scandalo: a riconoscere in Gesù il Messia non sono gli esperti conoscitori della Bibbia, ma tre uomini stranieri, di un culto diverso da quello di Israele.
I magi vengono da lontano perché seguono la stella, seguono un desiderio profondo che li mette in cammino; non viaggiano per necessità o in cerca di fortuna, ma spinti da una sete di pienezza che solo l’incontro con il Signore può colmare.

Erode vive un attaccamento egoistico alla propria vita comoda e ripiegata su di sé, perciò vede il Signore come un “nemico” da cui difendersi, che mette a repentaglio le sue conquiste, mentre i magi sono liberi di cuore, capaci di mettersi in discussione… ed ecco che il Signore li conferma con la gioia profonda, mentre Erode “resta turbato”.

Incontrato Gesù, i magi ritornano al loro paese e – si presume – continuano la loro vita precedente l’incontro con Gesù – in questo caso – porta un cambiamento non di vita esteriore, ma di sguardo interiore. L’esperienza di incontro con il Signore “luce del mondo” dona uno sguardo più profondo sulla realtà e la capacità di fare scelte controcorrente.

  • Quanto so mettere in discussione le mie convinzioni e i miei attaccamenti pur di incontrare il Signore?
  • Quanto sono disposto a “mettermi in cammino”, a ricercare, a dedicare tempo al Signore?
  • Anche io mi trovo ad interpretare gli eventi della storia in modo superficiale e senza sguardo profetico? Se sì, chiedo al Signore di accorgermi della sua presenza nella mia vita quotidiana e nel mondo.

 

p. Davide Saporiti SJ

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