24/1 – Stra-ordinario

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In ciascuno dei tuoi istanti è contenuto, come in un nocciolo, il seme di tutta l’eternità.

San Francesco di Sales

 

Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.
Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».
E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

Mc 4,1-20

Accomodatosi sulle acque del nostro mare/male il Signore ci rivolge la Parola. Immagine straordinaria che c’invita per prima cosa a prendere contatto col mare che portiamo dentro. Una baia spesso poco navigata, dal nostro cuore e dalla nostre mente… ma proprio da lì Gesù lancia i suoi semi! Mistero di una vita nuova che sgorga dal profondo del mare, che nutre ed apre ad un’in-credibile novità!

Il seme cade sulle nostre rive, lì dove la terra ferma (sicurezze) ed il mare (paura del futuro) si toccano, un limite faticoso da abitare se si vive in superfice o se ci si fa prendere dai facili entusiasmi.

Come afferma Salvatore Natoli siamo chiamati ad essere ben centrati nel presente, infatti, “gli eroi della quotidianità lavorano in sordina, non compiono strappi memorabili, anzi, si esprimono nella continuità degli sforzi: giorno dopo giorno accumulano energie agendo nella dimensione medievale della diuturnitas (la ripetizione costante e uniforme del movimento). Le loro virtù sono la perseveranza, la resistenza alle difficoltà, la coerenza, la fedeltà alle cause che hanno scelto”.

Sarà allora che la forza del seme ci permetterà di vivere in modo straordinario l’ordinarietà di questa giornata!

 

 

  • Nella mia vita che nome ha il mare su cui il Signore desidera troneggiare?
  • Tra Gesù e la folla si frappone il mare/male, seguire Gesù significa anche saper affrontare ostacoli e resistere a tali situazioni, chiedi al Signore l’aiuto di cui oggi senti il bisogno!
  • Cosa t’impedisce oggi di lasciar penetrare nel fondo del tuo cuore questa Parola? Consegna al Signore le paure ti bloccano sulle rive della vita!

 

p. Narciso Sunda SJ

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