5/2 – Senza filtri

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La causa principale della guarigione è l’amore.

Paracelso

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genèsaret.

Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci quelli che stavano male, dovunque udivano che si trovasse.

E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano.

Mc 6,53-56


Da ogni parte accorrono numerosi, uomini e donne, giovani e meno giovani… Tanti volti si sovrappongono, tante storie si intrecciano intorno a un punto che tutti e tutto accomuna: incontrare Gesù.
Leggere queste righe del Vangelo impressiona. Quando ci è capitato di assistere a qualcosa di simile? Forse può essere stato in occasione del concerto di un cantante oppure di una partita, quando eravamo circondati da fan e tifosi emozionati, tutti intenti a guardare a distanza il palco o il rettangolo di gioco, pronti a gioire ed esultare insieme.
Ma nel racconto del Vangelo c’è qualcosa di diverso. Queste persone non sono andate a vedere una star inavvicinabile, protetta dal servizio di sicurezza. E non sono lì perché trascinati da una bella e sana passione, ma da qualcos’altro, dal desiderio di guarire da una malattia, dal desiderio di vivere appieno. Di fronte a queste folle Gesù non si tira indietro, non teme l’incontro con i malati e quanti li accompagnano, si lascia toccare, entrando in una profonda intimità. Sta lì, con loro, in mezzo a loro, ammirandone in cuor suo la fede, senza porre filtri, alzare barriere o difendersi. Ed è ancora così per noi: possiamo andare da lui con il nostro desiderio di essere guariti, sapendo che il Risorto si lascia toccare nelle sue ferite che sono fonte di vita, senza che ci sia un filtro da dover superare.


  • Quali sono le mie malattie che hanno bisogno di essere guarite?
  • Mi fido di Gesù tanto da potermi recare da lui presentandogli i desideri e le malattie che ho?
  • Metto della distanza, per i motivi più svariati, nella mia relazione con il Signore? E con gli altri?

 

p. Giuseppe Riggio SJ