22/09 RINVIGORIRE: Egli è Colui che ti cerca per darti nuova forza

L’amore è responsabilità di un io per un tu. Una moltitudine umana si muove attorno a te? Tu sei responsabile delle sue necessità. Martin Buber

1 In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici 2e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; 3Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni. Lc 8,1-3

Gesù desidera incontrare la tua vita, la tua storia. Nella tua storia vuole aprire orizzonti di pienezza e di gioia.

Per questo motivo è Lui che si mette in cammino per raggiungerti … basta che lo accogli… forse … basta poco

Ti cerca non per cambiarti, non per violentarti, ma per ridonare alla tua vita quella forza che sembri aver smarrito, quella pace che tante vicende sembrano togliertela … viene per te, per il tuo bene … Accoglilo … così lo seguirai.

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21/09 MATTEO: la novità di Dio

La speranza è la virtù di un cuore che non si chiude nel buio, non si ferma al passato, ma sa vedere il domani. Papa Francesco

Andando via di là, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: “Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”.  Udito questo, disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici . Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori”.

In Matteo ritroviamo la nostra storia; ogni momento può essere l’occasione in cui Dio trasforma la nostra storia in un’esistenza piena d’amore ricevuto e condiviso.Lasciamo fare a Lui che ci sorprende perché ci comprende … meglio di quanto noi comprendiamo e sorprendiamo noi stessi …Matteo significa “dono di Dio”: il più grande dono divino è rinnovare trasformando la nostra vita … coinvolgiamoci in questa speranza …

Come pregare? 5 passi per incontrare il Signore

Mi metto alla presenza del Signore con un gesto, una preghiera, una Parola di Dio che mi tocca sempre particolarmente … ritrovo così la sintonia con Lui …

  1. Chiedo un dono, una grazia particolare oggi: magari consigliatami dal titolo: possa accogliere la novità di Dio sulla mia vita
  2. Leggo e rileggo il testo che voglio pregare . Sottolineo quello e solo quello che mi colpisce. Quali desideri mi suscita questa Parola?
  3. Parlo al Signore come un amico parla ad un amico, lo prego, lo interrogo, mi sfogo con Lui, me la prendo con Lui, lo ringrazio.
  4. Affido a Lui il mio cammino, portandolo nel mio cuore …

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BUONA ESTATE

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ANCHE PER QUEST’ANNO L’AVVICINARSI DELLA FESTA DI S.IGANZIO DI LOYOLA  SEGNA L’INIZIO DELLA PAUSA ESTIVA DI “GET UP AND WALK“…

BUONA ESTATE A TUTTI E ARRIVIDERCIA A SETTEMBRE CON LA RIPRESA – CHE SPERIAMO DI MIGLIORARE SEMPRE PIU’ – DI QUESTO NOSTRO PICCOLO AIUTO ALLA VOSTRA RICERCA QUOTIAIDANA DEL SIGNORE DELLA VITA

27/10 #enigmi

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Gli enigmi di Dio sono più soddisfacenti delle soluzioni dell’uomo. [G.K. Chesterton]

Mt 13,10-17
In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?».
Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!».
La preghiera del Cristiano ha un solo scopo: diventare uditore – testimone della Parola di Dio! È uno spogliarsi per centrarsi in un Amore che è fatto di gesti, di azioni, di corpo e di parole. È un Amore concreto e quindi  non è mai immediato, ma è fatto di ripetizioni, di attese, di entusiasmi e paure. Non è immediato vivere l’amore di Dio in un mondo che sembra fatto di una logica diversa, e che fa apparire l’amore di Dio enigmatico, appunto: mai immediato! Maper chi continua  a pregare, ascoltando la Parola di Dio, il linguaggio di Gesù diventa familiare.È ciò che vivevano i discepoli, che stando con Gesù acquisirono una famigliarità con Lui. È ciò che è donato a noi per opera dello Spirito Santo.
La realtà da enigmatica, da questione difficile da porsi, diventa possibilità di conversione:nella preghiera quotidiana la Parola diventa parabola e invita a convertire i nostri cuori, perché attirati dalle Parole di Dio!In questo cammino di conversionescopriamo la nostra Beatitudine più grande: riuscire a vedere ed ascoltarel’amore di Dio, o come direbbe Ignazio di Loyola: acontemplare Dio in ogni creatura. Lo stare, il perseverare, il ripetere azioni, gesti, parole di preghiera e di lode rivolti a Dio ci rende Beati, perché figli amanti concretamente di Dio.

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Nell’itinerario di un seme… Gli itinerari della vita

“Attraverso le parabole Gesù illustra l’enigma della storia sua e nostra in tutto il suo scandalo” [Silvano Fausti sj]

 

Mt 13,1-9
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

Il regno non ha uno sviluppo omogeneo e trionfale. Entra nel mondo così com’è, si incontra e scontra con il male e le resistenze; il mondo stesso entra di nascosto nel regno, che sembra fallire. Eppure – questa è la sorpresa! -, l’esito positivo è sicuro. Solo Dio è Dio, e alla fine vince, e vince divinamente.
La parola di Dio, viva ed eterna, è seme immortale, che ci genera a sua immagine. Gesù l’ha annunciata e portata. Ma il cuore dell’uomo, come terra infeconda, non l’accoglie. Gesù risponde a questa tentazione gettando “il seme della parola del regno” con la certezza del contadino, che ne conosce la forza vitale: sa che la morte non lo distrugge, ma anzi ne attiva la potenzialità. Che il seme non attecchisca, che se attecchisce non cresca, che se cresce sia soffocato, è la condizione normale di ogni semina, che poi sarà fruttuosa. Il seme, ora sacrificato, garantisce la vita per il futuro.

In situazione di crisi, invece di cambiare tattica o ripiegare nella lamentela, Gesù esprime la propria fiducia. Le difficoltà purificano nel Figlio la fede, la speranza e la passione per il Padre. [Silvano Fausti sj]