7/12 – Uno scoglio può arginare il mare

casa sulla sabbia

Se ti fermi a pensarlo, l’amore muore. L’amore va agito.

p. N. Sunda SJ

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Mt 7,21.24-27

 

Come figli amati, siamo invitati a costruire le nostre vite su una pietra salda e ferma che ci dona quotidianamente il vigore di sostenere gli urti delle forze esterne: la certezza dell’amore del Padre per noi che è tangibile, agito e non fatto di grandi parole che si disperdono nell’aria.

Gesù ci ricorda che se faremo di quell’amore la pietra su cui fondare le nostre vite, allora saremo case, focolari dello Spirito, che non crolleranno come castelli di sabbia in balia delle onde. In ogni stagione della nostra vita, possiamo fare la volontà del Padre: essere portatori e testimoni della concretezza e solidità del suo amore amando concretamente.

 

  • Quando ho fatto esperienza dell’amore concreto del Padre?
  • Su cosa costruisco?
  • Quali parti della mia vita sono costruite sulla sabbia?

 

Rete Loyola

28/11 – Listen!

Era il tipo di voce che l’orecchio sente e segue in tutte le modulazioni come se ogni parola fosse un raggruppamento di note che non verrà mai più ripetuto

F. Scott Fitzgerald

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

Lc 21, 5-11

 

Chi ama profondamente riconosce tra mille altre la voce della persona amata: tonalità, calore, intensità e timbro la rendono unica. Per quanto possa essere simile ad un’altra, quella voce avrà sempre qualcosa di distintivo.

Così vale anche e soprattutto per la voce di Gesù che, come novelli discepoli, siamo chiamati a riconoscere nella polifonia di suoni e parole che quotidianamente ci circondano e agiscono nel tentativo di ammaliarci e portarci fuori dal suo coro. Gesù ci invita a non lasciare che abbia la meglio su di noi il terrore di fronte alla terra che ci trema sotto i piedi, alla discordia e al conflitto; ci invita a restare sintonizzati sulla sua voce.

Ci ricorda di non smettere di ricercare la sua voce, nemmeno quando il rumore delle pietre che cadono le une sulle altre è così forte da indurci a mettere le mani sulle orecchie per non sentire altro. Ascoltare la sua voce calda e amorevole nel frastuono delle pietre che cadono, riconoscerla nel quotidiano e fidarci di lei: a questo siamo chiamati come figli amati.

 

  • Quando non ho saputo distinguere le voci ammaliatrici da quella di Dio?
  • Dove mi parla la voce del Signore?
  • In cosa vorrei saper riconoscere la voce di Dio?

 

Rete Loyola SJ