28/12 – Se dovrai attraversare il deserto, non temere: io sarò con te!

cammino

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
Dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via

La cura – Franco Battiato

 

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.
Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:
«Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché non sono più».

Mt 2,13-18

 

La storia di salvezza che Dio compie in ogni vita attraversa tutti i luoghi e i tempi. Tutti noi siamo Giuseppe quando, mantenendo il cuore aperto, comprendiamo che il tempo che viviamo richiede cura da parte nostra e al contempo affidamento a quella parola che ci invita a rischiare tutto, ad alzarci e a andare, anche in luoghi di sottomissione, anche in terre straniere.

C’è scritto che c’è un tempo per ogni cosa. Così nella notte dell’anima si palesa la necessità di cura e il bisogno di affidarsi, rischiare e non dormire. C’è un’urgenza che richiede attenzione, richiede di esser adempiuta: urge vivere a pieno, consapevoli dei limiti e pericoli, ma liberi.

Dio opera nel silenzio di questo tempo, nella concretezza del cammino; l’Uomo Gesù, nel tempo del rischio e nel luogo straniero, viene formato da esperienze e ricordi, qui e ora impara a camminare e a parlare. In questo modo l’umanità che è in ognuno di noi torna alla terra promessa, a quella vita autentica che è inscritta nel cuore di ognuno dalla nascita.

Siamo chiamati ad amare noi stessi e gli altri come Dio ci ama, quindi a vivere senza paura.

 

  • Quando ho compreso che non potevo adagiarmi su quello che ero e avevo?
  • In che modo ho cura di me stesso e di ciò che mi è stato affidato?
  • Dove mi sento chiamato ad andare per far crescere con amore ciò che è vivo nel mio cuore?

 

Rete Loyola

01/12 – Che fico! Quando lo stupore prende di sorpresa…

stupore

Un amico conosce la melodia del nostro cuore e la canta quando ne dimentichiamo le parole.

C.S. Lewis

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:

«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.

In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

Lc 21,29-33

 

Ci sono segni tangibili che annunciano la venuta del regno: è più reale di quanto lo immagini, è più presente di quanto pensi. Irrompe all’improvviso e diventa visibile proprio nelle situazioni che sembrano abbandonate da Dio e maltrattate dagli uomini.

Ti accorgi che – paradossalmente – ci sei dentro quando cambia il tuo sguardo sulle relazioni, sulle situazioni, sulla realtà. Lì dove sei circondato dal freddo, dal buio, dalla disperazione, inaspettatamente ti ritrovi ad essere più benevolo, più paziente, più disponibile. Ti senti parte dell’intero cosmo e vuoi partecipare alla sua vitalità.

È l’energia dell’amore che ti inonda e ti invita a uscire dal guscio, ti sprona a guardare avanti. Ti viene da ringraziare. Ecco, sì, in quel momento sei dentro il regno. Il segno che lo pre-annuncia? Lo stupore. Il tuo cuore esulta di gioia, sperimenta la pace e lo riconosce.

 

  • Quando hai sentito stupore per come stavi affrontando un momento difficile?
  • Cosa è successo quando hai cambiato sguardo o prospettiva di fronte a una situazione complicata?
  • In quale occasione hai sperimentato la pace del cuore?

 

Flavio Bottaro SJ