10/1 – il mistero del quotidiano

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pi grèco: Numero (simbolo π) reale, irrazionale e trascendente, che esprime il rapporto tra la lunghezza di una qualunque circonferenza e il suo diametro (π=3,1415926535…).

In quel tempo, Gesù uscito dalla sinagoga, si recò subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.

Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Mc 1,29-39

Siamo entrati nel tempo ordinario e potrebbe sembrare che niente di speciale stia per accadere in questo tempo.

Nella vita quotidiana e normale siamo chiamati a vivere la nostra risposta alla chiamata del Signore, stare nelle decisioni che abbiamo preso. È un lavoro piuttosto difficile, ma sappiamo che spesso le cose crescono senza fare rumore, così come senza fare rumore il Signore si fa vicino…prendendoci per mano ci solleva.

Possiamo imparare a riconoscere questo tocco di sollievo tutte le volte in cui, nonostante la fatica e la stanchezza, il dolore, la delusione, la rabbia, la paura, la confusione ancora riusciamo a rispondere a dei bisogni, ancora, come la suocera di Pietro, rialziamo la testa e da padroni di casa, cioè del nostro cuore, ricominciamo a servire: se avviene è perché il Signore ci sostiene.

Non sempre siamo capaci di sentire che il Signore si avvicina e ci prende la mano, per questo è importante l’annuncio, la predicazione, la parola; ogni parola di speranza, di fiducia, di perdono è nutrimento e buona notizia e può arrivare da qualsiasi parte e raggiungere qualsiasi luogo.

La fiducia, il perdono e la speranza nascono poi nella propria relazione intima con Dio, di cui ogni uomo ha bisogno, tant’è che Gesù stesso nel buio si alza per ritirarsi in dialogo con il Padre nel deserto.

È davvero utile prendere alcuni momenti di silenzio ogni giorno concentrandosi su ciò per cui abbiamo bisogno di ringraziare, chiedendo perdono per le mancanze nostre e degli altri e, infine, per affidare tutti quei desideri che daranno forza al prossimo passo per il nuovo giorno davanti a noi.

  • Per quale parola ricevuta mi sento di ringraziare?
  • Come vivo questa giornata, sapendo che Dio mi solleva tenendomi per mano? 
  • Quale è il luogo deserto della mia vita, dove posso approfondire la mia relazione con Dio?
M. Manuzzi SJ & Rete Loyola