16/1 – “Che ne sai tu di un campo di grano?”

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Se uno vive con Dio, la sua voce si farà dolce come il mormorio del ruscello e il brusio del grano.

Ralph Waldo Emerson

 

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

Mc 2,23-28

Gesù cammina tra le spighe dorate con i suoi discepoli, immerso in tanti chicchi di grano quante le stelle. Ed ogni chicco è un dono prezioso per l’uomo, una possibilità di vita tanto bella che è impossibile passare senza coglierla, anche se è sabato e facendo questo si suscita scandalo. Ma come si può rifiutare la vita, quando ci è donata dal Padre e ci si presenta così, nella sua infinita bellezza fatta di attimi dorati? Come non accoglierla tra le mani e ringraziare, lasciandola sbocciare in noi?

Come i discepoli, siamo chiamati a camminare sulle orme di Cristo, circondati da infiniti chicchi di vita creati con amore e messi lì, alla portata della nostra mano, perché possano essere colti e dar frutto in noi.

Camminiamo, dunque, attraverso il campo dorato della nostra vita, con gli occhi che seguono le orme di Gesù e con le mani pronte ad accogliere la vita che è per noi in ogni suo chicco, ringraziando per tanta piccola ma infinita meraviglia donata.

 

 

  • Quando la paura ti ha fermato dal cogliere le spighe maturate per te?
  • Quale chicco di grano vorresti veder maturare nella tua vita?
  • Cosa nasce nel tuo cuore quando accogli tra le mani un dono dorato del Signore?

 

Rete Loyola

02/12 – Ogni momento

ogni momento

Tra i cani zoppi ti… confondi e splendi

nei cartoni che son case per chi non le ha

ti ho visto… che splendi… di chiamarti io non smetterò

I.N.R.I.- Lucio Dalla

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Lc 21,34-36

Signore con quale amore, cura, attenzione ci metti in guardia dal perdere la misura!

Certamente la nostra vita spesso è piena di affanni e preoccupazioni, tensioni che non sempre sappiamo affrontare, situazioni il cui peso sembra doverci spezzare.

Molte volte ci scopriamo piccoli e fragili dinanzi alla nostra vita, dinanzi agli altri, dinanzi a noi stessi e così iniziamo a strafare, a disperdere beni ed energie per accaparrarci una soluzione, una giustificazione; oppure, arresi, cominciamo a rifugiarci in vacuità per non affrontare, per dimenticare, per fuggire.

Oggi, Gesù, dicendoci vegliate e pregate, ci consegni i tuoi strumenti per andare incontro a tutto ciò che avviene, senza paura e con gran forza, guardando a te e alla tua vita, alla tua morte e resurrezione.

La novità che ci consegni è lo spirito di vivere a pieno il presente con la leggerezza non superficiale di coglierne i frutti, facendo attenzione alle spine.

Il tuo amore per noi ci dà la giusta misura per gustare in profondità la vita.

 

  • Quali frutti mi sono offerti e non raccolgo per paura di soffrire?
  • Dove fuggo e in cosa mi rifugio per non affrontare il mio presente?
  • Quale situazione posso vivere diversamente oggi, alla luce di quello che il Signore mi ha detto?

 

Rete Loyola